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Stesso evento, stessa competizione: se partecipi e sei uomo, ti spettano 3 mila euro; se partecipi e sei donna, ne riceverai mille. Non succedeva lontano da noi, ma qui a Genova.

Non succedeva in un evento marginale, ma alla regata delle Antiche Repubbliche Marinare, un appuntamento che è un manifesto della nostra storia e della nostra tradizione.

Succedeva da anni. Ma non succederà più.

Mettendo mano ai documenti dell'evento, abbiamo scoperto che per l'edizione 2025 il budget per il galeone maschile, composto da otto atleti e un timoniere, era di 27 mila euro: 3 mila euro a testa. Mentre il budget per il galeone femminile, sempre composto da otto atlete e una timoniera, era di 9 mila euro: mille euro a testa. E cosi è stato anche per l'edizione del 2024. Nel 2023, ancora peggio: per l'equipaggio maschile 2 mila euro a testa più mille euro di premio; per quello femminile 200 euro a testa più 500 euro di premio.

Ho dedicato la mia vita allo sport e al superamento di ogni possibile forma di gender gap salariale nelle competizioni e nelle posizioni di vertice della dirigenza sportiva. Quindi, supportati dal prezioso lavoro degli uffici comunali, abbiamo deciso che il compenso previsto per le atlete del galeone femminile venisse equiparato a quello del galeone maschile in vista dell'edizione 2026 della Regata.

Ho anche inviato una lettera ai sindaci di Amalfi, Pisa e Venezia per comunicargli questa decisione e per condividere l'inizio di un percorso che ci porti ad aggiornare il regolamento della Federazione, fermo al 2002, in modo da equiparare la gara femminile a quella maschile anche sotto il punto di vista tecnico.

Un piccolo gesto, ma che spero abbia un grande valore simbolico per scardinare dinamiche che non possono più fare parte del nostro tempo.

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Martedì sera sono stata invitata a “È sempre Cartabianca”, su Rete 4, per tornare a parlare di Casapound e della sua sede in via Montevideo.

Il luogo della sede è estremamente provocatorio, vicino a piazza Alimonda e a pochi metri dalla Casa dello Studente che fu un luogo di tortura del periodo fascista. Genova è Medaglia d'oro al Valore Militare per la Resistenza e la nostra Costituzione è nata dalla lotta al fascismo, non possiamo né dobbiamo ignorarlo.

Il quartiere e i suoi abitanti hanno diritto alla loro sicurezza, a vivere in tranquillità: da sindaca di Genova per prima cosa devo tutelare questo diritto.

Ho espresso anche il mio parere su un movimento che si richiama chiaramente a simboli e a temi di stampo fascista e che ha rapporti in altri Paesi con movimenti di ispirazione neonazista. Non ne fanno mistero.

Non bisogna cadere nella provocazione di associare il centrodestra a questi movimenti neofascisti e neonazisti. È pur vero però che c'è una grande tolleranza: vediamo esponenti di alto livello del governo che hanno cimeli riconducibili al fascismo, che si travestono da SS, che hanno foto con busti di Mussolini.

C'è una normalizzazione del tema che negli anni passati non avevamo mai visto.

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Genova è una città fragile, lo sappiamo. È cresciuta e si è fatta spazio tra mari e monti: le sue infrastrutture, le sue strade e i suoi quartieri condividono lo spazio con corsi d'acqua, vallate e muraglioni. Negli anni si è costruito spesso in maniera indiscriminata, incurante dell'ambiente naturale e ora ne paghiamo le conseguenze. Le frane a cui assistiamo in questi giorni e che ormai sono una costante dopo ogni giorno di pioggia non possono e non devono vederci rassegnati: il dissesto idrogeologico rappresenta una delle sfide più delicate che abbiamo davanti e una delle principali emergenze della città.

Abbiamo inviato a Regione Liguria il quadro degli interventi che non possiamo più rimandare e le risorse che ci servono. È necessario trovare strumenti straordinari di finanziamento per realizzare opere che necessitano complessivamente di oltre 110 milioni. 

Parliamo di dissesti, problematiche legate ai corsi d'acqua, molti fenomeni diffusi di instabilità che interessano diversi quartieri, scarpate e versanti collinari.

Ma parliamo soprattutto dei muri di sostegno delle nostre strade, su cui sono state costruite le nostre case. Solo per questa emergenza, i tecnici del Comune hanno individuato 559 interventi necessari, suddivisi per ciascun municipio, per un totale di 64 milioni.

Per questo motivo, chiediamo che vengano attivati strumenti straordinari di finanziamento. Mercoledì 4 marzo sarò a Roma per parlarne con il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano. 

La città chiede aiuto a tutte le istituzioni perché la sicurezza del territorio merita il massimo impegno da parte di tutti.

Mettere in sicurezza Genova significa proteggere le persone, le infrastrutture, le case, le strade: in una parola, il futuro della nostra città.

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Ieri giornata dedicata alla Valpolcevera per il quarto appuntamento con le nostre giunte itineranti. Ogni giorno, concretamente, vogliamo dimostrare il nostro impegno per il decentramento, ascoltando tutti i territori, dando loro risposte e risorse, collaborando con i cittadini.

Con i nostri assessori abbiamo incontrato la giunta e il consiglio municipali a Bolzaneto e approvato diverse delibere, tra cui una in particolare con importanti indicazioni per rimodulare gli spazi dei tanti cantieri pubblici nella valle e liberare parcheggi per i cittadini, eventualmente con l’utilizzo di aree private che potrebbero essere messe a disposizione.

Presto arriveranno notizie importanti per l’area di Brin. A metà marzo dovrebbero concludersi i lavori che speriamo risolvano definitivamente i problemi di allagamento del sottopasso e tra poco sarà pronto un corridoio diretto e protetto dall’uscita della metropolitana a via Ariosto, esterno al giardino della scuola.

Nel pomeriggio ci siamo dedicati ai sopralluoghi. Io, in particolare, sono stata alla Casa di Quartiere 13d a Certosa e sono tornata nel quartiere Diamante a Begato. Tanti i temi che abbiamo affrontato, con gli assessori che hanno visitato diverse realtà di tutto il territorio municipale. Abbiamo accolto la mozione del Municipio per realizzare una nuova piazza a San Quirico e stiamo valutando la possibilità di aggiungere una nuova sezione alla scuola di infanzia di Begato. A luglio, invece, dovrebbe aprire il mercato di Certosa. Molti anche i progetti a carattere sociale: dal Portierato sociale che partirà a Begato all’educativa territoriale con la Parrocchia della Neve e al nido per i grandi al Quartiere Diamante.

Siamo consapevoli che c’è ancora tantissimo lavoro da fare, ma negli ultimi mesi abbiamo rilevato un cambio di passo e si iniziano a vedere gli effetti di una decompressione su questo Municipio.

Continuando a lavorare insieme con i territori possiamo raggiungere risultati molto importanti.

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