Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
silviasalis
Sindaca @comunedigenova 🏴
Commendatore della Repubblica🎖️
Atleta olimpica 🏟️
Oggi ci ha lasciati uno tra i più grandi cantautori italiani e tra i principali esponenti della scuola genovese. Con la scomparsa di Gino Paoli perdiamo una voce unica, capace di raccontare con straordinaria sensibilità l’animo umano e il suo tempo.
Autore raffinato, dalla voce inconfondibile, ha segnato profondamente la musica italiana e il patrimonio culturale della nostra città dagli anni Sessanta in poi. Le sue canzoni, la sua poesia intrisa di malinconia, hanno contribuito a rinnovare profondamente la canzone d’autore italiana e a ispirare generazioni di musicisti.
A nome mio, della giunta e dell’amministrazione comunale, esprimo il più profondo cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Il suo ricordo e la sua arte resteranno con noi per sempre.
Senza fine, Gino.
Oggi ci ha lasciati uno tra i più grandi cantautori italiani e tra i principali esponenti della scuola genovese. Con la scomparsa di Gino Paoli perdiamo una voce unica, capace di raccontare con straordinaria sensibilità l’animo umano e il suo tempo.
Autore raffinato, dalla voce inconfondibile, ha segnato profondamente la musica italiana e il patrimonio culturale della nostra città dagli anni Sessanta in poi. Le sue canzoni, la sua poesia intrisa di malinconia, hanno contribuito a rinnovare profondamente la canzone d’autore italiana e a ispirare generazioni di musicisti.
A nome mio, della giunta e dell’amministrazione comunale, esprimo il più profondo cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Il suo ricordo e la sua arte resteranno con noi per sempre.
Senza fine, Gino. ...
Il NO ha vinto e lo ha fatto in modo netto, chiaro, inequivocabile con una bellissima partecipazione al voto.
Gli italiani hanno deciso di difendere la nostra Costituzione da una riforma che non migliorava la giustizia, ma puntava solo a indebolire la magistratura assoggettandola al potere politico.
Gli italiani hanno detto NO alla strategia della paura, dell`aggressività e del populismo della destra. Hanno detto NO a una riforma che è diventata subito voto politico, e ora quella politica da questo voto deve trarre le conseguenze.
Sono orgogliosa della partecipazione al voto di Genova. In città hanno votato oltre il 63% degli aventi diritto e il NO ha vinto con 10 punti in più rispetto alla media nazionale. I genovesi hanno dimostrato di avere una coscienza civile attiva e voglia di partecipare al voto.
Le persone hanno bisogno di pragmatismo, di concretezza. Il campo progressista deve tornare a parlare dei problemi che le italiane e gli italiani affrontano ogni giorno: sicurezza, salute, lavoro e pressione fiscale.
È il momento che il centrosinistra e le forze progressiste diano una risposta compatta al Paese. Così batteremo la destra.
Il NO ha vinto e lo ha fatto in modo netto, chiaro, inequivocabile con una bellissima partecipazione al voto.
Gli italiani hanno deciso di difendere la nostra Costituzione da una riforma che non migliorava la giustizia, ma puntava solo a indebolire la magistratura assoggettandola al potere politico.
Gli italiani hanno detto NO alla strategia della paura, dell`aggressività e del populismo della destra. Hanno detto NO a una riforma che è diventata subito voto politico, e ora quella politica da questo voto deve trarre le conseguenze.
Sono orgogliosa della partecipazione al voto di Genova. In città hanno votato oltre il 63% degli aventi diritto e il NO ha vinto con 10 punti in più rispetto alla media nazionale. I genovesi hanno dimostrato di avere una coscienza civile attiva e voglia di partecipare al voto.
Le persone hanno bisogno di pragmatismo, di concretezza. Il campo progressista deve tornare a parlare dei problemi che le italiane e gli italiani affrontano ogni giorno: sicurezza, salute, lavoro e pressione fiscale.
È il momento che il centrosinistra e le forze progressiste diano una risposta compatta al Paese. Così batteremo la destra. ...
“La cosa più importante della nostra vita è aver scelto la nostra parte”.
Oggi al seggio per votare al Referendum mi ha accompagnato questa frase della nostra concittadina madre costituente e partigiana Teresa Mattei.
È importante che tutte e tutti noi esercitiamo il nostro diritto di voto, con il pensiero rivolto soprattutto a chi continua a trovare difficoltà nel poter partecipare alla vita democratica del nostro Paese, come le tante e i tanti fuorisede.
“La cosa più importante della nostra vita è aver scelto la nostra parte”.
Oggi al seggio per votare al Referendum mi ha accompagnato questa frase della nostra concittadina madre costituente e partigiana Teresa Mattei.
È importante che tutte e tutti noi esercitiamo il nostro diritto di voto, con il pensiero rivolto soprattutto a chi continua a trovare difficoltà nel poter partecipare alla vita democratica del nostro Paese, come le tante e i tanti fuorisede. ...
Udite udite! La destra genovese ha scoperto che sono sampdoriana e che nel mio staff ci sono persone che condividono con me la stessa passione. E ha scoperto che ogni tanto vado allo stadio. Sacrilegio!
Sono ossessionati dalla mia presenza, la loro azione ormai è un Grande Fratello perenne sulla mia vita e su quella dei miei collaboratori. Evidentemente i dossieraggi e le calunnie della campagna elettorale non sono bastati.
In consiglio comunale non posso alzarmi per andare in bagno, che subito qualcuno chiede dove sia andata la sindaca. A loro interessa se vado alla prima della Scala o a una partita, però non gli interessa di averci lasciato AMT con oltre 200 milioni di debiti, oppure che Amiu non abbia costruito in anni di loro governo un impianto per chiudere il ciclo dei rifiuti. Problemi che ci costano uno sforzo amministrativo enorme.
Non vi permetto di sindacare sulla mia vita privata o su quella dei miei collaboratori, almeno finché si tratta di attività lecite e legali.
Mi avete scoperto: ieri sera, su invito della sindaca di Carrara, sono andata a vedere Carrarese-Sampdoria. Sono partita dopo le 18, dopo aver ultimato alcuni incontri in Città Metropolitana, e sono andata con la mia auto, senza nessun esborso per il Comune.
Mi è sembrato normale, ad esempio, che il sindaco di Spezia sia venuto a Genova a vedere Sampdoria-Spezia qualche settimana fa, però non vi ho visto indignati quando l’ex presidente della Regione è andato a Singapore a vedere il Gran Premio di F1.
Volete verificare gli orari di servizio dei miei collaboratori? Fatelo pure. Scoprirete che lavorano molto più di quello che dovrebbero. Chiedete rispetto per le istituzioni? Sarebbe il caso che iniziaste a mostrarlo anche voi. Volete criticare la nostra attività amministrativa? Fatelo, ma sui contenuti.
Rassegnatevi: Genova con noi è tornata ad avere un appeal che quando governavate non aveva. Ogni giorno riceviamo inviti in Italia e all’estero per partecipare a eventi e parlare della nostra attività amministrativa. Non rosicate, gioite finalmente per l’interesse ritrovato per Genova. Ma soprattutto lasciate stare la mia vita, quella dei miei collaboratori e quella dei miei amici.
Udite udite! La destra genovese ha scoperto che sono sampdoriana e che nel mio staff ci sono persone che condividono con me la stessa passione. E ha scoperto che ogni tanto vado allo stadio. Sacrilegio!
Sono ossessionati dalla mia presenza, la loro azione ormai è un Grande Fratello perenne sulla mia vita e su quella dei miei collaboratori. Evidentemente i dossieraggi e le calunnie della campagna elettorale non sono bastati.
In consiglio comunale non posso alzarmi per andare in bagno, che subito qualcuno chiede dove sia andata la sindaca. A loro interessa se vado alla prima della Scala o a una partita, però non gli interessa di averci lasciato AMT con oltre 200 milioni di debiti, oppure che Amiu non abbia costruito in anni di loro governo un impianto per chiudere il ciclo dei rifiuti. Problemi che ci costano uno sforzo amministrativo enorme.
Non vi permetto di sindacare sulla mia vita privata o su quella dei miei collaboratori, almeno finché si tratta di attività lecite e legali.
Mi avete scoperto: ieri sera, su invito della sindaca di Carrara, sono andata a vedere Carrarese-Sampdoria. Sono partita dopo le 18, dopo aver ultimato alcuni incontri in Città Metropolitana, e sono andata con la mia auto, senza nessun esborso per il Comune.
Mi è sembrato normale, ad esempio, che il sindaco di Spezia sia venuto a Genova a vedere Sampdoria-Spezia qualche settimana fa, però non vi ho visto indignati quando l’ex presidente della Regione è andato a Singapore a vedere il Gran Premio di F1.
Volete verificare gli orari di servizio dei miei collaboratori? Fatelo pure. Scoprirete che lavorano molto più di quello che dovrebbero. Chiedete rispetto per le istituzioni? Sarebbe il caso che iniziaste a mostrarlo anche voi. Volete criticare la nostra attività amministrativa? Fatelo, ma sui contenuti.
Rassegnatevi: Genova con noi è tornata ad avere un appeal che quando governavate non aveva. Ogni giorno riceviamo inviti in Italia e all’estero per partecipare a eventi e parlare della nostra attività amministrativa. Non rosicate, gioite finalmente per l’interesse ritrovato per Genova. Ma soprattutto lasciate stare la mia vita, quella dei miei collaboratori e quella dei miei amici. ...
Nei giorni scorsi in Prefettura abbiamo affrontato un tema che sta soffocando il centro storico: quello della sicurezza legata allo spaccio e alla tossicodipendenza.
Serve un intervento massiccio sul territorio, c`è bisogno di soluzioni più articolate e più forti. Come amministrazione stiamo mettendo in campo politiche sociali di medio e lungo periodo per ridurre l’incremento delle tossicodipendenze, ma siamo di fronte a un’emergenza che va affrontata subito.
È urgente un’azione concreta: più unità di strada e una presa in carico più sistematica delle persone con problemi di tossicodipendenza. La cittadinanza deve vedere un cambio di passo.
Dobbiamo anche essere chiari su un punto: se ci sono persone in overdose o in condizioni di forte fragilità che non commettono reati, non possono essere la Polizia locale o le forze dell’ordine a prenderle in carico con il rischio di lasciare scoperto il territorio.
I cittadini vivono tutto questo anche come un grande tema di sicurezza, ed è giusto ascoltare questo disagio. Ma come istituzioni abbiamo il dovere di distinguere il problema della sicurezza da quello sociosanitario. La Polizia locale e le forze dell’ordine devono occuparsi di sicurezza, non possiamo chiedere loro di svolgere un compito sociosanitario. Serve un cambio di paradigma.
Per questo abbiamo chiesto il supporto della Regione per potenziare le unità di strada con personale sanitario e sociosanitario e stiamo valutando di redistribuire i servizi sociosanitari in spazi più adeguati. Ascoltando le richieste dei cittadini, ad esempio, stiamo pensando di riorganizzare i servizi del Drop-In di Vico della Croce Bianca. Il presidio rimarrà aperto, ma tornerà al suo ruolo originale. L’attuale sovraccarico di servizi in quegli spazi genera un malessere pesantissimo in quell’area.
Nessun servizio verrà chiuso, perché sono tutti necessari. Ma vanno rimodulati, suddivisi e in alcuni casi spostati.
Le risposte che il centro storico chiede non possono aspettare mesi. Servono interventi pratici, veloci, visibili ed efficaci. Siamo al lavoro per realizzarli.
Nei giorni scorsi in Prefettura abbiamo affrontato un tema che sta soffocando il centro storico: quello della sicurezza legata allo spaccio e alla tossicodipendenza.
Serve un intervento massiccio sul territorio, c`è bisogno di soluzioni più articolate e più forti. Come amministrazione stiamo mettendo in campo politiche sociali di medio e lungo periodo per ridurre l’incremento delle tossicodipendenze, ma siamo di fronte a un’emergenza che va affrontata subito.
È urgente un’azione concreta: più unità di strada e una presa in carico più sistematica delle persone con problemi di tossicodipendenza. La cittadinanza deve vedere un cambio di passo.
Dobbiamo anche essere chiari su un punto: se ci sono persone in overdose o in condizioni di forte fragilità che non commettono reati, non possono essere la Polizia locale o le forze dell’ordine a prenderle in carico con il rischio di lasciare scoperto il territorio.
I cittadini vivono tutto questo anche come un grande tema di sicurezza, ed è giusto ascoltare questo disagio. Ma come istituzioni abbiamo il dovere di distinguere il problema della sicurezza da quello sociosanitario. La Polizia locale e le forze dell’ordine devono occuparsi di sicurezza, non possiamo chiedere loro di svolgere un compito sociosanitario. Serve un cambio di paradigma.
Per questo abbiamo chiesto il supporto della Regione per potenziare le unità di strada con personale sanitario e sociosanitario e stiamo valutando di redistribuire i servizi sociosanitari in spazi più adeguati. Ascoltando le richieste dei cittadini, ad esempio, stiamo pensando di riorganizzare i servizi del Drop-In di Vico della Croce Bianca. Il presidio rimarrà aperto, ma tornerà al suo ruolo originale. L’attuale sovraccarico di servizi in quegli spazi genera un malessere pesantissimo in quell’area.
Nessun servizio verrà chiuso, perché sono tutti necessari. Ma vanno rimodulati, suddivisi e in alcuni casi spostati.
Le risposte che il centro storico chiede non possono aspettare mesi. Servono interventi pratici, veloci, visibili ed efficaci. Siamo al lavoro per realizzarli. ...
Il Referendum su cui siamo chiamati a votare domenica e lunedì non è una riforma della giustizia, è una riforma del bilanciamento del sistema di potere tra la politica e la magistratura.
In questi anni, stiamo assistendo a un tentativo di totale delegittimazione del sistema che tiene in equilibrio la nostra Repubblica, fatto dalla magistratura, dalla stampa, ma anche dalla Corte dei Conti, che viene depotenziata.
La destra vuole una magistratura sempre più debole e più facilmente assoggettabile al potere politico. Dicono di essere dalla parte degli industriali, dello sviluppo economico, ma promuovono una riforma della giustizia che mette la magistratura in ginocchio, anziché far durare la metà i processi. A perdere in questo gioco sono i più deboli, i cittadini, lo sviluppo economico del Paese.
Le funzioni di controllo esercitate dalla magistratura, ma anche dal giornalismo, danno fastidio alla destra perché obbligano a confrontarsi.
La democrazia è quello che succede tra un voto e l’altro e quello che stiamo vivendo in questi anni è una democrazia che ci porta davanti a un governo in cui il presidente del Consiglio dice davanti alle telecamere che i magistrati liberano gli stupratori. Non ci possiamo permettere di vivere in un Paese in cui si possa assimilare la figura del magistrato a quella di un mascalzone che è pronto ad aggirare la legge per proteggere gli stupratori. Ma che messaggio è?
Dobbiamo andare nel cuore, alla testa delle persone che devono votare il 22 e il 23 marzo perché non si accontentino di questi slogan, di questi messaggi populisti.
Un governo serio, non quello che abbiamo davanti, farebbe il primo programma di intelligenza artificiale per semplificare la giustizia, abbreviare i termini e aumenterebbe le assunzioni di personale. La riforma del funzionamento della giustizia è sempre stata rimandata perché agevolerebbe la vita delle persone più deboli, darebbe voce a chi non ha soldi per pagare 10 anni di avvocati, per poter aspettare una sentenza, a chi non ha la forza di tenere aperta un’attività. Ed è questo che la politica deve tornare a fare: parlare alle persone che hanno più difficoltà.
Per questo, al Referendum voterò NO.
Il Referendum su cui siamo chiamati a votare domenica e lunedì non è una riforma della giustizia, è una riforma del bilanciamento del sistema di potere tra la politica e la magistratura.
In questi anni, stiamo assistendo a un tentativo di totale delegittimazione del sistema che tiene in equilibrio la nostra Repubblica, fatto dalla magistratura, dalla stampa, ma anche dalla Corte dei Conti, che viene depotenziata.
La destra vuole una magistratura sempre più debole e più facilmente assoggettabile al potere politico. Dicono di essere dalla parte degli industriali, dello sviluppo economico, ma promuovono una riforma della giustizia che mette la magistratura in ginocchio, anziché far durare la metà i processi. A perdere in questo gioco sono i più deboli, i cittadini, lo sviluppo economico del Paese.
Le funzioni di controllo esercitate dalla magistratura, ma anche dal giornalismo, danno fastidio alla destra perché obbligano a confrontarsi.
La democrazia è quello che succede tra un voto e l’altro e quello che stiamo vivendo in questi anni è una democrazia che ci porta davanti a un governo in cui il presidente del Consiglio dice davanti alle telecamere che i magistrati liberano gli stupratori. Non ci possiamo permettere di vivere in un Paese in cui si possa assimilare la figura del magistrato a quella di un mascalzone che è pronto ad aggirare la legge per proteggere gli stupratori. Ma che messaggio è?
Dobbiamo andare nel cuore, alla testa delle persone che devono votare il 22 e il 23 marzo perché non si accontentino di questi slogan, di questi messaggi populisti.
Un governo serio, non quello che abbiamo davanti, farebbe il primo programma di intelligenza artificiale per semplificare la giustizia, abbreviare i termini e aumenterebbe le assunzioni di personale. La riforma del funzionamento della giustizia è sempre stata rimandata perché agevolerebbe la vita delle persone più deboli, darebbe voce a chi non ha soldi per pagare 10 anni di avvocati, per poter aspettare una sentenza, a chi non ha la forza di tenere aperta un’attività. Ed è questo che la politica deve tornare a fare: parlare alle persone che hanno più difficoltà.
Per questo, al Referendum voterò NO. ...
Ci siamo riuniti questo pomeriggio al COC, Centro Operativo Comunale, per fare il punto sull’ondata di maltempo che sta interessando Genova e la Liguria in queste ore.
Siamo in allerta gialla, poi, dalle 22, scatterà l’allerta arancione fino alle 8 di domani mattina. Sono attese forti precipitazioni e sappiamo come il nostro territorio sia fragile in caso di piogge persistenti. Serve quindi la massima attenzione, la massima prudenza nell’evitare comportamenti che possano mettere in pericolo noi e gli altri.
In via occasionale, i parchi cittadini riapriranno domani alle 14, dopo le ricognizioni da parte dei tecnici comunali. Abbiamo anche deciso di posticipare alle 10 la partenza del “Biscione Runner”.
Il mio invito è di rimanere a casa dal momento in cui scatterà l’allerta arancione e di evitare spostamenti se non strettamente necessari. Dalle 22 e per tutta la durata dell’allerta saranno monitorati i corsi d’acqua, mentre Polizia Locale e Protezione Civile saranno presenti sul territorio per informare i cittadini e intervenire prontamente in caso di necessità.
Potete rimanere aggiornati seguendo i canali web e social istituzionali e sul canale Telegram “Genova Alert”.
Ci siamo riuniti questo pomeriggio al COC, Centro Operativo Comunale, per fare il punto sull’ondata di maltempo che sta interessando Genova e la Liguria in queste ore.
Siamo in allerta gialla, poi, dalle 22, scatterà l’allerta arancione fino alle 8 di domani mattina. Sono attese forti precipitazioni e sappiamo come il nostro territorio sia fragile in caso di piogge persistenti. Serve quindi la massima attenzione, la massima prudenza nell’evitare comportamenti che possano mettere in pericolo noi e gli altri.
In via occasionale, i parchi cittadini riapriranno domani alle 14, dopo le ricognizioni da parte dei tecnici comunali. Abbiamo anche deciso di posticipare alle 10 la partenza del “Biscione Runner”.
Il mio invito è di rimanere a casa dal momento in cui scatterà l’allerta arancione e di evitare spostamenti se non strettamente necessari. Dalle 22 e per tutta la durata dell’allerta saranno monitorati i corsi d’acqua, mentre Polizia Locale e Protezione Civile saranno presenti sul territorio per informare i cittadini e intervenire prontamente in caso di necessità.
Potete rimanere aggiornati seguendo i canali web e social istituzionali e sul canale Telegram “Genova Alert”. ...
Ieri siamo stati al MIPIM di Cannes, uno degli appuntamenti più importanti al mondo per quanto riguarda lo sviluppo urbano il real estate e gli investimenti nelle nostre città.
Abbiamo portato al MIPIM la nostra idea di Genova, per raccontare una città che guarda al futuro e che vuole dialogare con investitori e partner privati per raggiungere obiettivi che mettano sempre al centro il benessere e il futuro dei quartieri e dei cittadini.
Abbiamo raccontato che cosa è la Genoa Business Unit, un ufficio comunale che serve a facilitare il percorso di chi vuole investire in città, che venga da Genova, da fuori città o dall’estero. Abbiamo parlato di rigenerazione urbana, di infrastrutture e di come Genova stia costruendo nuovi progetti per crescere partendo dalla leva dello sport con la riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris, il futuro del Carlini, lo sviluppo dello Sport Park sulle nostre alture, passando dal progetto Sport Senior già partito lo scorso autunno.
Ma abbiamo anche parlato di student housing, un tema importante per la nostra città che ha una grande università e deve diventare sempre di più una città universitaria, con servizi dedicate alle ragazze e ai ragazzi che vogliono rimanere a Genova o che vogliono venire qui a studiare e rimanere poi in città.
Il MIPIM è il luogo dove le città si incontrano e costruiscono relazioni, per Genova esserci stati significa continuare a sviluppare nuovi progetti per mettere al centro chi Genova la vive e la ama.
Ieri siamo stati al MIPIM di Cannes, uno degli appuntamenti più importanti al mondo per quanto riguarda lo sviluppo urbano il real estate e gli investimenti nelle nostre città.
Abbiamo portato al MIPIM la nostra idea di Genova, per raccontare una città che guarda al futuro e che vuole dialogare con investitori e partner privati per raggiungere obiettivi che mettano sempre al centro il benessere e il futuro dei quartieri e dei cittadini.
Abbiamo raccontato che cosa è la Genoa Business Unit, un ufficio comunale che serve a facilitare il percorso di chi vuole investire in città, che venga da Genova, da fuori città o dall’estero. Abbiamo parlato di rigenerazione urbana, di infrastrutture e di come Genova stia costruendo nuovi progetti per crescere partendo dalla leva dello sport con la riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris, il futuro del Carlini, lo sviluppo dello Sport Park sulle nostre alture, passando dal progetto Sport Senior già partito lo scorso autunno.
Ma abbiamo anche parlato di student housing, un tema importante per la nostra città che ha una grande università e deve diventare sempre di più una città universitaria, con servizi dedicate alle ragazze e ai ragazzi che vogliono rimanere a Genova o che vogliono venire qui a studiare e rimanere poi in città.
Il MIPIM è il luogo dove le città si incontrano e costruiscono relazioni, per Genova esserci stati significa continuare a sviluppare nuovi progetti per mettere al centro chi Genova la vive e la ama. ...