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Genova è una città fragile, lo sappiamo. È cresciuta e si è fatta spazio tra mari e monti: le sue infrastrutture, le sue strade e i suoi quartieri condividono lo spazio con corsi d'acqua, vallate e muraglioni. Negli anni si è costruito spesso in maniera indiscriminata, incurante dell'ambiente naturale e ora ne paghiamo le conseguenze. Le frane a cui assistiamo in questi giorni e che ormai sono una costante dopo ogni giorno di pioggia non possono e non devono vederci rassegnati: il dissesto idrogeologico rappresenta una delle sfide più delicate che abbiamo davanti e una delle principali emergenze della città.

Abbiamo inviato a Regione Liguria il quadro degli interventi che non possiamo più rimandare e le risorse che ci servono. È necessario trovare strumenti straordinari di finanziamento per realizzare opere che necessitano complessivamente di oltre 110 milioni. 

Parliamo di dissesti, problematiche legate ai corsi d'acqua, molti fenomeni diffusi di instabilità che interessano diversi quartieri, scarpate e versanti collinari.

Ma parliamo soprattutto dei muri di sostegno delle nostre strade, su cui sono state costruite le nostre case. Solo per questa emergenza, i tecnici del Comune hanno individuato 559 interventi necessari, suddivisi per ciascun municipio, per un totale di 64 milioni.

Per questo motivo, chiediamo che vengano attivati strumenti straordinari di finanziamento. Mercoledì 4 marzo sarò a Roma per parlarne con il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano. 

La città chiede aiuto a tutte le istituzioni perché la sicurezza del territorio merita il massimo impegno da parte di tutti.

Mettere in sicurezza Genova significa proteggere le persone, le infrastrutture, le case, le strade: in una parola, il futuro della nostra città.

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Ieri giornata dedicata alla Valpolcevera per il quarto appuntamento con le nostre giunte itineranti. Ogni giorno, concretamente, vogliamo dimostrare il nostro impegno per il decentramento, ascoltando tutti i territori, dando loro risposte e risorse, collaborando con i cittadini.

Con i nostri assessori abbiamo incontrato la giunta e il consiglio municipali a Bolzaneto e approvato diverse delibere, tra cui una in particolare con importanti indicazioni per rimodulare gli spazi dei tanti cantieri pubblici nella valle e liberare parcheggi per i cittadini, eventualmente con l’utilizzo di aree private che potrebbero essere messe a disposizione.

Presto arriveranno notizie importanti per l’area di Brin. A metà marzo dovrebbero concludersi i lavori che speriamo risolvano definitivamente i problemi di allagamento del sottopasso e tra poco sarà pronto un corridoio diretto e protetto dall’uscita della metropolitana a via Ariosto, esterno al giardino della scuola.

Nel pomeriggio ci siamo dedicati ai sopralluoghi. Io, in particolare, sono stata alla Casa di Quartiere 13d a Certosa e sono tornata nel quartiere Diamante a Begato. Tanti i temi che abbiamo affrontato, con gli assessori che hanno visitato diverse realtà di tutto il territorio municipale. Abbiamo accolto la mozione del Municipio per realizzare una nuova piazza a San Quirico e stiamo valutando la possibilità di aggiungere una nuova sezione alla scuola di infanzia di Begato. A luglio, invece, dovrebbe aprire il mercato di Certosa. Molti anche i progetti a carattere sociale: dal Portierato sociale che partirà a Begato all’educativa territoriale con la Parrocchia della Neve e al nido per i grandi al Quartiere Diamante.

Siamo consapevoli che c’è ancora tantissimo lavoro da fare, ma negli ultimi mesi abbiamo rilevato un cambio di passo e si iniziano a vedere gli effetti di una decompressione su questo Municipio.

Continuando a lavorare insieme con i territori possiamo raggiungere risultati molto importanti.

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Ieri in Consiglio Comunale ho risposto alle interrogazioni sullo stato di avanzamento del progetto di ristrutturazione integrale dello Stadio Luigi Ferraris, sulla base della proposta presentata dalla società Genova Stadium, costituita da Genoa e Sampdoria, cui il Comune prevede di dare lo stadio in concessione per 99 anni. 

Per quanto riguarda le tempistiche, il 12 febbraio si è conclusa la Conferenza dei servizi preliminare che ha riconosciuto "l’interesse pubblico" al progetto di riqualificazione. Domani lo ratificheremo in giunta. Il percorso proseguirà con la presentazione da parte di Genoa e Sampdoria del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, secondo un cronoprogramma condiviso che consenta di rispettare i tempi per la candidatura agli Europei 2032, che prevede la presentazione della proposta definitiva entro metà marzo e l’approvazione del PFTE entro luglio 2026.

L’obiettivo non è solo avere un impianto moderno, ma un’infrastruttura sicura, sostenibile e integrata nel tessuto urbano. Uno stadio che non viva solo di calcio, ma con servizi per tutta la cittadinanza, che possa aprirsi anche ad altre attività di richiamo per il tempo libero di tutte e tutti i genovesi e non solo. Insomma, il Ferraris è parte della nostra storia, ma deve essere anche parte del nostro futuro.

Questa amministrazione vuole che lo Stadio Ferraris rimanga pubblico, di Genova e della sua cittadinanza. Una bella differenza rispetto alla vendita ai privati su cui si stava ragionando nel precedente ciclo amministrativo. 

Nello specifico, il 31 marzo 2025 l'ultima proposta giunta da Cds, la società privata cui il centrodestra intendeva vendere il Ferraris, prevedeva l'acquisto dello stadio per 14,5 milioni, inferiori a una stima del 2018 di 18,5 milioni. Inoltre, venivano poste alcune gravose condizioni preliminari alla vendita stimate dagli uffici in circa 17 milioni: il Comune avrebbe speso 2,5 milioni in più rispetto a quanto incassato.

Insomma, avremmo dovuto investire ingenti risorse pubbliche a beneficio di un privato. Qualcosa che ricorda molto da vicino un’altra operazione fatta nel precedente ciclo amministrativo, proprio con la stessa azienda.

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La sicurezza è uno dei temi più sentiti dai genovesi, per questo abbiamo deciso di dare un ulteriore impulso al lavoro dell’amministrazione comunale su questo fronte e abbiamo predisposto un nuovo Piano per la Sicurezza Urbana, con più pattuglie, più presidi e una presenza più capillare sul territorio.

Lo facciamo con un approccio molto chiaro: intervenire con decisione nelle aree che stanno mostrando maggiori criticità e, allo stesso tempo, rafforzare il lavoro di prevenzione e di vicinanza ai cittadini.
 
Questo lavoro è già iniziato. Tra giugno 2025 e febbraio 2026 i servizi della Polizia Locale nel centro storico sono passati da 5.028 a 5.129 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nei quartieri periferici i presìdi antidegrado sono quasi raddoppiati passando da 1.480 a 2.850 e sono aumentate anche le pattuglie di quartiere.
 
Per essere ancora più efficaci, abbiamo presentato il nuovo Servizio di Prossimità e Comunità della Polizia locale: 12 operatori che lavoreranno a stretto contatto con cittadini e commercianti per intercettare situazioni di disagio prima che si trasformino in problematiche più gravi. Un nuovo servizio che ci consentirà di portare più sicurezza reale e percepita nelle aree maggiormente critiche del centro e del centro storico.

A breve, saranno istituite in alcune aree a Ponente della città le “zone a vigilanza rafforzata” che abbiamo richiesto al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Uno strumento che consentirà alle forze dell’ordine di intervenire con maggiore efficacia nell’allontanamento di soggetti pericolosi.

Quello della sicurezza è un tema complesso, che richiede risposte complesse e non certo interventi a spot o dichiarazioni ad effetto per creare facile consenso. Il nostro approccio si basa su tre parole chiave: prevenzione, presenza e ascolto.
 
Una città sicura sa unire ordine pubblico e giustizia sociale. Perché la sicurezza è un diritto di tutte e tutti e si costruisce con presenza, prevenzione e collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini.

Questo è il nostro impegno per Genova.

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Silvia Salis Sindaca di Genova