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silviasalis
Sindaca @comunedigenova 🏴
Commendatore della Repubblica🎖️
Atleta olimpica 🏟️
Chi mette in discussione l’antifascismo mette in discussione l’identità di Genova.
Stamattina per l’81esimo anniversario della Liberazione sono intervenuta allo stabilimento di Ansaldo Energia. Parlare tra quelle mura che profumano di ferro, ingegno e fatica, non è come farlo in una piazza qualsiasi: la nostra Liberazione è passata non solo per le battaglie tra i monti e i caruggi del centro storico, ma anche attraverso i cancelli di queste fabbriche, dove il rumore delle macchine diventava il silenzio assordante dello sciopero e della sfida al nazifascismo.
La Resistenza è passata attraverso la disobbedienza quotidiana di chi rischiava il lavoro, la libertà, la vita e ha messo a dura prova i piani orribili e schifosi dei nazifascisti.
Non c’è un eccidio dove non ci sia stato un tributo di sangue di lavoratrici e lavoratori, e in Ansaldo ogni categoria ha pagato con la vita, dall’allievo operaio all’alto dirigente: 82 morti. Senza contare gli oltre 1500 operai genovesi che vennero strappati alle loro famiglie e deportati a Mauthausen. Uomini e donne che indossavano i fieri abiti degli operai ed entravano in fabbrica per produrre.
I partigiani in montagna e gli operai ai torni sono stati due braccia dello stesso corpo: uomini e donne che hanno salvato il pane di chi sarebbe venuto dopo.
In questo luogo la storia si fa presente, non è qualcosa da leggere solo sui libri o sulle lapidi, oggi la Resistenza è difendere il salario, il lavoro. Difendere queste fabbriche è un atto di patriottismo civile, come lo fu nascondere le armi tra i torni 80 anni fa.
La dignità umana non è negoziabile in nessun modo e le radici della nostra convivenza affondano in quei valori di giustizia sociale e libertà che sono nati proprio qui, tra la polvere e le scintille delle fabbriche.
Con il loro lavoro, gli operai continuano a rendere Genova una città libera, orgogliosa e fiera delle sue radici e della sua storia operaia. Viva l’Ansaldo, viva il lavoro, viva Genova, viva la Resistenza.
Chi mette in discussione l’antifascismo mette in discussione l’identità di Genova.
Stamattina per l’81esimo anniversario della Liberazione sono intervenuta allo stabilimento di Ansaldo Energia. Parlare tra quelle mura che profumano di ferro, ingegno e fatica, non è come farlo in una piazza qualsiasi: la nostra Liberazione è passata non solo per le battaglie tra i monti e i caruggi del centro storico, ma anche attraverso i cancelli di queste fabbriche, dove il rumore delle macchine diventava il silenzio assordante dello sciopero e della sfida al nazifascismo.
La Resistenza è passata attraverso la disobbedienza quotidiana di chi rischiava il lavoro, la libertà, la vita e ha messo a dura prova i piani orribili e schifosi dei nazifascisti.
Non c’è un eccidio dove non ci sia stato un tributo di sangue di lavoratrici e lavoratori, e in Ansaldo ogni categoria ha pagato con la vita, dall’allievo operaio all’alto dirigente: 82 morti. Senza contare gli oltre 1500 operai genovesi che vennero strappati alle loro famiglie e deportati a Mauthausen. Uomini e donne che indossavano i fieri abiti degli operai ed entravano in fabbrica per produrre.
I partigiani in montagna e gli operai ai torni sono stati due braccia dello stesso corpo: uomini e donne che hanno salvato il pane di chi sarebbe venuto dopo.
In questo luogo la storia si fa presente, non è qualcosa da leggere solo sui libri o sulle lapidi, oggi la Resistenza è difendere il salario, il lavoro. Difendere queste fabbriche è un atto di patriottismo civile, come lo fu nascondere le armi tra i torni 80 anni fa.
La dignità umana non è negoziabile in nessun modo e le radici della nostra convivenza affondano in quei valori di giustizia sociale e libertà che sono nati proprio qui, tra la polvere e le scintille delle fabbriche.
Con il loro lavoro, gli operai continuano a rendere Genova una città libera, orgogliosa e fiera delle sue radici e della sua storia operaia. Viva l’Ansaldo, viva il lavoro, viva Genova, viva la Resistenza. ...
Con la mia famiglia ci siamo praticamente trasferiti in un campo di atletica quando ero piccola, e dallo sport ho imparato che devi rispettare i tuoi avversari. Perché i tuoi avversari ti qualificano, se non li rispetti e loro vincono, allora tu vali ancora meno. Nell’atletica e nello sport c’è solo il merito: fai un metro in più? Sei più bravo di me. E non ti possono attaccare dicendo che sei una Barbie.
Questo è un elemento che in politica mi manca molto.
Dal mio passato familiare e sportivo al presente politico da sindaca, dalle priorità per Genova che sono anche quelle per l’Italia al tempo che cerco di dedicare a mio figlio Eugenio, ne ho parlato in questa lunga intervista a @vanityfairitalia.
Potete leggerne un estratto qui.
Con la mia famiglia ci siamo praticamente trasferiti in un campo di atletica quando ero piccola, e dallo sport ho imparato che devi rispettare i tuoi avversari. Perché i tuoi avversari ti qualificano, se non li rispetti e loro vincono, allora tu vali ancora meno. Nell’atletica e nello sport c’è solo il merito: fai un metro in più? Sei più bravo di me. E non ti possono attaccare dicendo che sei una Barbie.
Questo è un elemento che in politica mi manca molto.
Dal mio passato familiare e sportivo al presente politico da sindaca, dalle priorità per Genova che sono anche quelle per l’Italia al tempo che cerco di dedicare a mio figlio Eugenio, ne ho parlato in questa lunga intervista a @vanityfairitalia.
Potete leggerne un estratto qui. ...
Il Comune di Genova darà la cittadinanza onoraria alla memoria di Sandro Pertini, a 130 anni dalla sua nascita. Sono molto orgogliosa che il Consiglio comunale abbia approvato all’unanimità questa proposta.
Non è un semplice atto formale, ma un abbraccio della città a un uomo che non è nato qui, ma ha respirato l`aria dei nostri caruggi e della nostra testardaggine di Genova per molto tempo.
A pochi giorni dal 25 aprile, è anche un modo per onorare il cuore pulsante della nostra democrazia. Pertini non è stato solo il Presidente più amato, è stato un partigiano, un uomo che ha conosciuto il carcere e il confino, che non ha mai abbassato la testa di fronte alla dittatura.
Lo ringraziamo perché ha permesso alla nostra città di confermarsi baluardo della Resistenza, quando il 28 giugno 1960 si oppose fieramente all`organizzazione del congresso dell`MSI. Quel giorno era in piazza a ricordare che la libertà non è una concessione, ma una conquista quotidiana.
A Genova lo ricordiamo anche per aver diretto per oltre 20 anni, “Il Lavoro”, quotidiano storico della nostra città. E come dimenticare la sua presenza, da Presidente, al funerale di Guido Rossa nel 1979, quando mise personalmente la medaglia al petto dell`operaio ucciso dalle Brigate Rosse.
Negli anni del confino, mentre il regime cercava di spegnere la sua voce, Pertini condivideva con i padri fondatori dell`Europa unita il sogno di un continente libero, non un tecnicismo politico ed economico, ma una necessità storica per evitare che le gelosie nazionali tornassero a insanguinare il mondo. E la storia dimostra sempre di più quanto avesse ragione.
Pertini era anche un grande amico dello sport: tutti abbiamo negli occhi la sua esultanza ai Mondiali dell’82. Sapeva che lo sport è un linguaggio universale di pace e di riscatto, uno specchio dei valori costituzionali.
Dare la cittadinanza onoraria a Sandro Pertini vuol dire sottolineare come la politica può essere rigore, semplicità, ma soprattutto deve essere amore per la libertà.
"Si svuotino gli arsenali, si colmino i granai".
Genova non dimentica il suo Presidente.
Il Comune di Genova darà la cittadinanza onoraria alla memoria di Sandro Pertini, a 130 anni dalla sua nascita. Sono molto orgogliosa che il Consiglio comunale abbia approvato all’unanimità questa proposta.
Non è un semplice atto formale, ma un abbraccio della città a un uomo che non è nato qui, ma ha respirato l`aria dei nostri caruggi e della nostra testardaggine di Genova per molto tempo.
A pochi giorni dal 25 aprile, è anche un modo per onorare il cuore pulsante della nostra democrazia. Pertini non è stato solo il Presidente più amato, è stato un partigiano, un uomo che ha conosciuto il carcere e il confino, che non ha mai abbassato la testa di fronte alla dittatura.
Lo ringraziamo perché ha permesso alla nostra città di confermarsi baluardo della Resistenza, quando il 28 giugno 1960 si oppose fieramente all`organizzazione del congresso dell`MSI. Quel giorno era in piazza a ricordare che la libertà non è una concessione, ma una conquista quotidiana.
A Genova lo ricordiamo anche per aver diretto per oltre 20 anni, “Il Lavoro”, quotidiano storico della nostra città. E come dimenticare la sua presenza, da Presidente, al funerale di Guido Rossa nel 1979, quando mise personalmente la medaglia al petto dell`operaio ucciso dalle Brigate Rosse.
Negli anni del confino, mentre il regime cercava di spegnere la sua voce, Pertini condivideva con i padri fondatori dell`Europa unita il sogno di un continente libero, non un tecnicismo politico ed economico, ma una necessità storica per evitare che le gelosie nazionali tornassero a insanguinare il mondo. E la storia dimostra sempre di più quanto avesse ragione.
Pertini era anche un grande amico dello sport: tutti abbiamo negli occhi la sua esultanza ai Mondiali dell’82. Sapeva che lo sport è un linguaggio universale di pace e di riscatto, uno specchio dei valori costituzionali.
Dare la cittadinanza onoraria a Sandro Pertini vuol dire sottolineare come la politica può essere rigore, semplicità, ma soprattutto deve essere amore per la libertà.
"Si svuotino gli arsenali, si colmino i granai".
Genova non dimentica il suo Presidente. ...
Con tante e tanti genovesi e non solo, oggi ho visto la nostra città da un’altra prospettiva, correndo la ventesima @lamezzadigenova tra le strade del centro, sulla Sopraelevata e al Porto Antico.
Una giornata bellissima all’insegna dello sport, che fa respirare felicità per chi lo pratica e per i tanti cittadini che ci hanno incitato lungo il percorso. Non potevo perdermi questa edizione, lo sport è la mia vita ed è bello essere parte attiva di tutto quello che succede nella città che ho l’onore di amministrare.
Stanca ma felice, come tutte e tutti i partecipanti, ringrazio gli organizzatori, le forze dell’ordine e gli sponsor, e faccio i miei complimenti a Wahome Peter Murithi e Shalyne Lagat, vincitore e vincitrice della competizione.
Non vediamo l’ora di poter partecipare nell’estate del 2027 alla nuova Summer Night Fast Run, annunciata proprio oggi.
Sempre correndo e godendosi la nostra straordinaria città.
Con tante e tanti genovesi e non solo, oggi ho visto la nostra città da un’altra prospettiva, correndo la ventesima @lamezzadigenova tra le strade del centro, sulla Sopraelevata e al Porto Antico.
Una giornata bellissima all’insegna dello sport, che fa respirare felicità per chi lo pratica e per i tanti cittadini che ci hanno incitato lungo il percorso. Non potevo perdermi questa edizione, lo sport è la mia vita ed è bello essere parte attiva di tutto quello che succede nella città che ho l’onore di amministrare.
Stanca ma felice, come tutte e tutti i partecipanti, ringrazio gli organizzatori, le forze dell’ordine e gli sponsor, e faccio i miei complimenti a Wahome Peter Murithi e Shalyne Lagat, vincitore e vincitrice della competizione.
Non vediamo l’ora di poter partecipare nell’estate del 2027 alla nuova Summer Night Fast Run, annunciata proprio oggi.
Sempre correndo e godendosi la nostra straordinaria città. ...
Stamattina come sindaca della Città Metropolitana sono stata nell`entroterra genovese, a Torriglia, per confrontarmi con i sindaci della Val Trebbia sulle esigenze locali e per ricordare Giuseppe Piero Fossati. Una figura di riferimento per la viabilità provinciale e per la storia amministrativa del territorio, a cui abbiamo intitolato un tratto della SP 59.
L`inaugurazione della targa dedicata a Piero è stato un momento emozionante e partecipato, con numerosi amministratori, dipendenti ed ex dipendenti della Città Metropolitana di Genova e tantissimi cittadini, a testimonianza dell’affetto e della stima ancora profondamente vivi verso Fossati.
Non ho avuto la fortuna di conoscere Piero, ma ho voluto fortemente essere a Torriglia per dimostrare la dovuta riconoscenza a chi ha speso la propria vita al servizio delle istituzioni, del territorio, dei cittadini e delle cittadine. Spero che la targa intitolata a Piero sia uno stimolo per le nuove generazioni a conoscere la sua storia e di persone come lui: la sua conoscenza del territorio, delle strade, delle problematiche dell’entroterra è stata per tutti motivo di ispirazione ed esempio.
Ricordiamo un grande uomo di amministrazione, che ha vissuto anche personalmente il difficilissimo passaggio tra Provincia e Città Metropolitana: un momento complesso che ha gestito con la competenza e la presenza che ha sempre dimostrato in tutta la sua vita nell’amministrazione.
Stamattina come sindaca della Città Metropolitana sono stata nell`entroterra genovese, a Torriglia, per confrontarmi con i sindaci della Val Trebbia sulle esigenze locali e per ricordare Giuseppe Piero Fossati. Una figura di riferimento per la viabilità provinciale e per la storia amministrativa del territorio, a cui abbiamo intitolato un tratto della SP 59.
L`inaugurazione della targa dedicata a Piero è stato un momento emozionante e partecipato, con numerosi amministratori, dipendenti ed ex dipendenti della Città Metropolitana di Genova e tantissimi cittadini, a testimonianza dell’affetto e della stima ancora profondamente vivi verso Fossati.
Non ho avuto la fortuna di conoscere Piero, ma ho voluto fortemente essere a Torriglia per dimostrare la dovuta riconoscenza a chi ha speso la propria vita al servizio delle istituzioni, del territorio, dei cittadini e delle cittadine. Spero che la targa intitolata a Piero sia uno stimolo per le nuove generazioni a conoscere la sua storia e di persone come lui: la sua conoscenza del territorio, delle strade, delle problematiche dell’entroterra è stata per tutti motivo di ispirazione ed esempio.
Ricordiamo un grande uomo di amministrazione, che ha vissuto anche personalmente il difficilissimo passaggio tra Provincia e Città Metropolitana: un momento complesso che ha gestito con la competenza e la presenza che ha sempre dimostrato in tutta la sua vita nell’amministrazione. ...
Il 25 aprile è il giorno in cui l`Italia ha ritrovato la libertà, dopo gli anni più bui della dittatura e della guerra, chiudendo una pagina schifosa del nostro passato.
Per Genova, per noi, la Festa della Liberazione ha un valore ancora più profondo: la nostra città è medaglia d`oro al Valor Militare per la Resistenza, è stata la prima a liberarsi da sola dai nazifascisti e l`unica in Europa in cui le truppe tedesche si sono arrese ai partigiani.
È una storia di coraggio, di dignità, di donne e uomini che hanno sacrificato la loro vita scegliendo da che parte stare e hanno restituito la libertà al nostro Paese.
Ecco perché chiedo a tutte e tutti i genovesi una grande partecipazione ai momenti istituzionali, a partire dal grande corteo del 25 aprile mattina che si concluderà in piazza Matteotti con l`orazione di Benedetta Tobagi.
Ma quest`anno vogliamo fare di più. Grazie a tante realtà che animano la vita culturale della nostra città, nasce "EraOra", il Festival della Liberazione. Un programma diffuso di eventi per coinvolgere luoghi, linguaggi e generazioni diverse: talk, musica, spettacoli e sport perché davvero tutta la città possa festeggiare la Liberazione e portare avanti i valori della Resistenza. Ci saranno anche tanti ospiti, tra cui, solo per citarne qualcuno, Adelmo Cervi, Ascanio Celestini e Luca Misculin.
Trovate tutti gli appuntamenti, dal 23 al 25 aprile con qualche anticipazione anche il 21 e il 22, sul sito visitgenoa.
Ricordare la Liberazione significa custodire i valori su cui si fondano la nostra democrazia e la nostra Costituzione. Significa far vivere ogni giorno quella libertà che Genova ha saputo riconquistare grazie a donne e uomini che non dobbiamo mai dimenticare.
Il 25 aprile è il giorno in cui l`Italia ha ritrovato la libertà, dopo gli anni più bui della dittatura e della guerra, chiudendo una pagina schifosa del nostro passato.
Per Genova, per noi, la Festa della Liberazione ha un valore ancora più profondo: la nostra città è medaglia d`oro al Valor Militare per la Resistenza, è stata la prima a liberarsi da sola dai nazifascisti e l`unica in Europa in cui le truppe tedesche si sono arrese ai partigiani.
È una storia di coraggio, di dignità, di donne e uomini che hanno sacrificato la loro vita scegliendo da che parte stare e hanno restituito la libertà al nostro Paese.
Ecco perché chiedo a tutte e tutti i genovesi una grande partecipazione ai momenti istituzionali, a partire dal grande corteo del 25 aprile mattina che si concluderà in piazza Matteotti con l`orazione di Benedetta Tobagi.
Ma quest`anno vogliamo fare di più. Grazie a tante realtà che animano la vita culturale della nostra città, nasce "EraOra", il Festival della Liberazione. Un programma diffuso di eventi per coinvolgere luoghi, linguaggi e generazioni diverse: talk, musica, spettacoli e sport perché davvero tutta la città possa festeggiare la Liberazione e portare avanti i valori della Resistenza. Ci saranno anche tanti ospiti, tra cui, solo per citarne qualcuno, Adelmo Cervi, Ascanio Celestini e Luca Misculin.
Trovate tutti gli appuntamenti, dal 23 al 25 aprile con qualche anticipazione anche il 21 e il 22, sul sito visitgenoa.
Ricordare la Liberazione significa custodire i valori su cui si fondano la nostra democrazia e la nostra Costituzione. Significa far vivere ogni giorno quella libertà che Genova ha saputo riconquistare grazie a donne e uomini che non dobbiamo mai dimenticare. ...
A Genova torna di nuovo a disposizione di tutti uno dei più preziosi gioielli storici della città: la Torre Grimaldina di Palazzo Ducale.
Grazie ai fondi Pnrr, all’impegno di tanti professionisti fuori e dentro @palazzoducalegenova, di @lucabizza e @serena_bertolucci che da Presidente della Fondazione e Direttrice ne hanno avviato il recupero, è stato concluso un importante intervento di restauro che consente di riaprire la @torregrimaldinagenova alle visite da domani, sabato 18 aprile, con un’attenzione concreta all’accessibilità, all’inclusione e alla qualità della fruizione.
La Torre non è solo un monumento: è memoria viva della città, dalle sue origini medievali fino alle vicende più difficili della nostra storia. Restituirla alla comunità significa non solo conservarla, ma condividerla davvero. Aprirla, renderla più accessibile, farne un luogo di incontro, di conoscenza, di partecipazione.
È questa la missione più importante per un’amministrazione che crede davvero nel valore pubblico della cultura. Perché il patrimonio culturale ha senso solo se è aperto, vissuto.
La sua costruzione risale alle fine del XII secolo e divenne presto la “Torre del popolo”: con la sua campana scandiva i momenti salienti della vita cittadina, ma al suo interno custodiva un carcere per ribelli e condannati speciali. Qui sono stati rinchiusi anche Jacopo Ruffini e Niccolò Paganini. Le celle della Torre, ancora oggi, raccontano con i loro decori, secoli e secoli di storia della nostra città.
Una storia che può essere riscoperta anche grazie al podcast “Grimaldina”, prodotto da @choramedia.
Riaprire la Torre Grimaldina vuole essere anche un invito ai genovesi a tornare a vivere fino in fondo il patrimonio storico e culturale straordinario che abbiamo, a partire da Palazzo Ducale, senza darlo per scontato. Da qui si può guardare Genova in tutto il suo splendore, dal mare ai monti.
Perché la cultura, quando è davvero condivisa, rende più forte tutta la città.
A Genova torna di nuovo a disposizione di tutti uno dei più preziosi gioielli storici della città: la Torre Grimaldina di Palazzo Ducale.
Grazie ai fondi Pnrr, all’impegno di tanti professionisti fuori e dentro @palazzoducalegenova, di @lucabizza e @serena_bertolucci che da Presidente della Fondazione e Direttrice ne hanno avviato il recupero, è stato concluso un importante intervento di restauro che consente di riaprire la @torregrimaldinagenova alle visite da domani, sabato 18 aprile, con un’attenzione concreta all’accessibilità, all’inclusione e alla qualità della fruizione.
La Torre non è solo un monumento: è memoria viva della città, dalle sue origini medievali fino alle vicende più difficili della nostra storia. Restituirla alla comunità significa non solo conservarla, ma condividerla davvero. Aprirla, renderla più accessibile, farne un luogo di incontro, di conoscenza, di partecipazione.
È questa la missione più importante per un’amministrazione che crede davvero nel valore pubblico della cultura. Perché il patrimonio culturale ha senso solo se è aperto, vissuto.
La sua costruzione risale alle fine del XII secolo e divenne presto la “Torre del popolo”: con la sua campana scandiva i momenti salienti della vita cittadina, ma al suo interno custodiva un carcere per ribelli e condannati speciali. Qui sono stati rinchiusi anche Jacopo Ruffini e Niccolò Paganini. Le celle della Torre, ancora oggi, raccontano con i loro decori, secoli e secoli di storia della nostra città.
Una storia che può essere riscoperta anche grazie al podcast “Grimaldina”, prodotto da @choramedia.
Riaprire la Torre Grimaldina vuole essere anche un invito ai genovesi a tornare a vivere fino in fondo il patrimonio storico e culturale straordinario che abbiamo, a partire da Palazzo Ducale, senza darlo per scontato. Da qui si può guardare Genova in tutto il suo splendore, dal mare ai monti.
Perché la cultura, quando è davvero condivisa, rende più forte tutta la città. ...
La sicurezza stradale è un tema a cui questa giunta tiene molto, ed è per questo che insieme all’assessore @emilio.robotti ci stiamo lavorando con particolare cura.
Gli incidenti a Genova stanno diminuendo, ma il numero resta ancora troppo alto. Per questo abbiamo messo a punto una serie di Zone 30 in tutti i Municipi, soprattutto nelle aree più sensibili, come quelle vicine a scuole e ospedali, dove serve ancora più attenzione.
Sono stata a Sampierdarena per seguire i lavori della nuova Zona 30 tra Villa Scassi e via Cantore. Stiamo realizzando segnaletica verticale e orizzontale, insieme ad attraversamenti ad alta visibilità, perché sia subito chiaro a chi guida di trovarsi in un’area dove la velocità deve essere ridotta.
L’obiettivo non è soltanto mettere cartelli o tracciare linee sull’asfalto, ma costruire un’idea diversa di Genova: una città in cui tutti possano sentirsi più sicuri, dai bambini agli anziani, dalle persone con ridotta mobilità a chi ogni giorno vive e attraversa questi quartieri.
Le Zone 30 servono esattamente a questo: abbassare la velocità significa ridurre i rischi, aumentare la sicurezza reale e anche quella percepita.
È un lavoro in cui crediamo e che continueremo a portare avanti, a partire dalla delibera di giunta sulle Zone 30 che approveremo la prossima settimana. Vogliamo una Genova più sicura, più protetta e con quartieri più a misura di cittadino.
La sicurezza stradale è un tema a cui questa giunta tiene molto, ed è per questo che insieme all’assessore @emilio.robotti ci stiamo lavorando con particolare cura.
Gli incidenti a Genova stanno diminuendo, ma il numero resta ancora troppo alto. Per questo abbiamo messo a punto una serie di Zone 30 in tutti i Municipi, soprattutto nelle aree più sensibili, come quelle vicine a scuole e ospedali, dove serve ancora più attenzione.
Sono stata a Sampierdarena per seguire i lavori della nuova Zona 30 tra Villa Scassi e via Cantore. Stiamo realizzando segnaletica verticale e orizzontale, insieme ad attraversamenti ad alta visibilità, perché sia subito chiaro a chi guida di trovarsi in un’area dove la velocità deve essere ridotta.
L’obiettivo non è soltanto mettere cartelli o tracciare linee sull’asfalto, ma costruire un’idea diversa di Genova: una città in cui tutti possano sentirsi più sicuri, dai bambini agli anziani, dalle persone con ridotta mobilità a chi ogni giorno vive e attraversa questi quartieri.
Le Zone 30 servono esattamente a questo: abbassare la velocità significa ridurre i rischi, aumentare la sicurezza reale e anche quella percepita.
È un lavoro in cui crediamo e che continueremo a portare avanti, a partire dalla delibera di giunta sulle Zone 30 che approveremo la prossima settimana. Vogliamo una Genova più sicura, più protetta e con quartieri più a misura di cittadino. ...