Skip to main content
Contatta lo staff
Libreria Foto
Social wall
Oggi il Consiglio comunale ha dato il via libera definitivo al sostegno del piano di risanamento di AMT. Un passo decisivo per affrontare una crisi finanziaria e operativa gravissima e per rimettere in piedi l’azienda di trasporto pubblico di Genova.

Partivamo da una situazione particolarmente difficile: fornitori non pagati da mesi, bus fermi in rimessa senza manutenzione, zero euro in cassa e il problema di come pagare gli stipendi.

Oggi mettiamo in campo un’operazione da oltre 110 milioni, tra risorse economiche, rinuncia a crediti e conferimenti immobiliari. È uno sforzo enorme, che peserà sul bilancio del Comune, ma necessario per garantire il futuro del trasporto pubblico.

Voglio ringraziare il vicesindaco Alessandro Terrile, il CDA di AMT, i consiglieri comunali di maggioranza, Città Metropolitana, Regione Liguria, i professionisti e i consulenti legali che hanno lavorato a questo percorso. Ringrazio anche l’opposizione regionale che, con grande senso di responsabilità, ha votato a favore, facendo una figura migliore di quella che ha fatto l’opposizione comunale, che si è astenuta. 

Ringrazio il dottor Giovanni Mottura e la sua squadra per l’altissima professionalità dimostrata. E voglio ringraziare soprattutto le lavoratrici e i lavoratori di AMT per la responsabilità e la comprensione.

Non è stato facile dire alla città che il servizio sarebbe peggiorato e che si sarebbe tornati a pagare quello che prima non si pagava. Ma le partecipate non sono un pozzo a cui attingere per consolidare la popolarità: quando l’interesse pubblico lo richiede, il consenso va anche consumato.

Per noi, AMT è come una figlia che non sta bene. E per curarla faremo tutto il necessario: è il nostro “whatever it takes”. È la storia di questa città. Dobbiamo volerle bene, trattarla con serietà, dire la verità, lavorare per dare un servizio all’altezza e far lavorare i dipendenti nelle migliori condizioni.

AMT non è dell’amministrazione, non è del sindaco: è di tutta la città. Resterà pubblica. E lavoreremo perché torni a essere un’azienda di trasporto di qualità.

...

14792 351
Con l’ammainabandiera e il tradizionale passaggio della “stecca” a Brescia, che ospiterà la prossima edizione, si è conclusa ufficialmente la 97esima Adunata Nazionale degli Alpini a Genova. 

Sono stati tre giorni straordinari. Genova non è stata solo la Superba, città di mare conosciuta in tutto il mondo: è diventata la casa di una grande famiglia che ha riempito vicoli e piazze di canti, sorrisi, brindisi e fratellanza.

Vedere questo fiume di "penne nere" scorrere tra i nostri palazzi storici e verso il mare è stata un’emozione che resterà a lungo.

Abbiamo celebrato il legame profondo che unisce la nostra città verticale alle vostre montagne. Tra il marinaio che sfida la tempesta e l’alpino che affronta la vetta non c’è distanza: entrambi sanno che davanti alla forza della natura l’uomo da solo è fragile, e che il traguardo si raggiunge solo grazie alla forza del gruppo.

Durante la sfilata ho sentito davvero lo spirito di chi non lascia mai indietro nessuno: amici “sempre pronti a dar la mano, da vicino e da lontano. Mai da soli in mezzo ai guai”, come dice il canto che mi avete insegnato.

In questi giorni abbiamo visto generazioni diverse camminare e festeggiare insieme, unite dai valori che gli Alpini custodiscono da sempre: senso del dovere, solidarietà, vicinanza alle comunità, capacità di esserci nei momenti più difficili.

Grazie all’Associazione Nazionale Alpini, alle forze dell’ordine, alla protezione civile, ai volontari, al personale comunale e alla consigliera @vittoriacanessa, che ha lavorato per mesi alla buona riuscita di questa Adunata.

Grazie a chi ha tenuto la città pulita, a chi ha garantito gli spostamenti, alle genovesi e ai genovesi per l’accoglienza, la pazienza e il senso di comunità dimostrati.

E soprattutto grazie a voi, care "penne nere", per essere stati con noi e per aver rispettato la nostra città. Siete la dimostrazione che il valore del “noi” vince sempre sull’individualismo.

Portate nel cuore il profumo del nostro mare e il vento dei nostri crinali. Genova porterà con sé la vostra allegria.

Buon cammino. Viva Genova e viva gli Alpini.

...

5150 152
Da questa mattina, Genova sta vivendo uno dei momenti più emozionanti della 97esima Adunata Nazionale degli Alpini: la grande sfilata delle "penne nere", che chiude tre giorni intensi di festa, memoria e condivisione.

Abbiamo accolto migliaia di alpine e alpini arrivati da tutta Italia, e la città ha risposto con calore, pazienza e partecipazione. È stata una bella sfida, ma Genova si è fatta trovare pronta: aperta, viva, accogliente.

In questi giorni abbiamo respirato un senso autentico di comunità. Gli Alpini hanno portato nelle nostre strade la loro storia, il loro entusiasmo, il loro spirito di solidarietà e quella capacità, così rara e preziosa, di esserci quando serve. In silenzio, con disciplina, senza chiedere nulla in cambio.

La sfilata di oggi ha raccontato tutto questo: il passo delle "penne nere", i loro valori, il gonfalone del Comune di Genova, gli applausi, gli sguardi, l’emozione di una città che ha saputo unire festa e rispetto.

E insieme agli Alpini, la presenza di Nave Amerigo Vespucci ci ha ricordato le due anime profonde di Genova: il mare e la montagna. Due orizzonti diversi, ma uniti dagli stessi valori di fatica, servizio, appartenenza e comunità.

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno lavorato all’organizzazione dell’Adunata. Grazie alle volontarie, ai volontari, alle forze dell’ordine, alla protezione civile, al personale sanitario, agli uffici e a ogni persona che ha contribuito a rendere possibile tutto questo.

Questa sera, con l’ammainabandiera saluteremo le "penne nere" con gratitudine e affetto.

...

14699 324
Oggi, per la Festa della mamma, penso prima di tutto alla mia. Che mi ha tenuta in braccio, accompagnata, sostenuta, lasciata andare quando serviva. Che mi ha insegnato che la cura non è mai debolezza, ma una forma profondissima di forza.

E penso a tutte le madri, in tutti i modi in cui si può esserlo.

Alle donne che crescono figli ogni giorno, spesso facendo i conti con ostacoli, solitudini e fatiche che non dovrebbero essere solo sulle loro spalle. A chi vorrebbe diventare madre, ma si scontra con il lavoro, i tempi, le condizioni economiche, le difficoltà della vita. A chi non può esserlo, a chi aspetta, a chi ha scelto un’altra strada.

La maternità non dovrebbe mai essere un percorso obbligato, ma neppure una colpa, una rinuncia forzata, una prova da affrontare da sole.

Oggi festeggiamo le mamme, ma dobbiamo ricordarci che una società davvero giusta deve costruire condizioni concrete perché ogni donna possa scegliere liberamente. Essere madre, non esserlo, lavorare, crescere, amare, cambiare strada, realizzarsi senza dover rinunciare a una parte di sé.

Auguri a tutte le mamme, e a tutte le donne che ogni giorno tengono insieme cura, libertà e futuro.

...

15705 192
Silvia Salis Sindaca di Genova