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Più di 50.000 persone ieri sera in piazza della Vittoria per salutare il 2025 e inaugurare il 2026 insieme.

Con noi, i @pinguini_tattici_nucleari, tante e tanti genovesi, ma soprattutto tantissimi turisti che hanno raggiunto Genova per questa festa, per questo concerto, per una città che vuole ripartire dalla grande musica.

Abbiamo lavorato per voi, continueremo a farlo.
Buon anno!

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Care genovesi e cari genovesi, 
si chiude un anno di grandi cambiamenti. Genova ha riportato il campo progressista alla guida della città. Abbiamo rimesso al centro la vita quotidiana delle persone e scelto la trasparenza, assumendoci la responsabilità di decisioni impopolari, ma dicendo le cose come stanno e lavorando per farle migliorare. 

Da subito abbiamo dovuto affrontare la crisi di Amt, con oltre 200 milioni di debiti: decisioni difficili, ma il percorso di salvataggio è stato avviato e approvato dal Tribunale. Stiamo rinnovando anche Amiu: le nostre azioni e la vostra collaborazione sono fondamentali per una città più pulita e all’altezza della sua bellezza. 

Abbiamo dato grande attenzione al sociale, con 4 milioni in più già stanziati per il 2026, rafforzando servizi di prossimità e presa in carico delle fragilità. Daremo più spazio a giovani e famiglie, con più aree giochi e il progetto di un grande studentato.

E il 2026 segnerà il ritorno dei grandi concerti a Genova: partiamo stasera con la festa con i Pinguini Tattici Nucleari, per arrivare a giugno con Olly allo stadio.

Con la riforma del decentramento, diamo più risorse e più personale per i Municipi e stiamo rafforzando l’ascolto sui territori. Abbiamo continuato a investire sullo sport, anche con progetti come Sport Senior. E vogliamo che il prossimo sia anche l’anno del rilancio dell’impiantisca, a partire dallo stadio Ferraris e dal Carlini.

Il 2026 sarà un anno di sfide cruciali, su tutte l’ex Ilva: vogliamo sapere quale sarà il futuro dei nostri impianti e dei nostri lavoratori. Vogliamo dare una svolta decisiva alla mobilità e ai collegamenti con il resto del Paese: presenteremo nuovi progetti per la Val Bisagno e per l’ampliamento della metropolitana. E poi vogliamo più voli e più treni, oltre a una data definitiva per l’apertura del Terzo valico.

È la mia prima fine anno da sindaca, una responsabilità che sento ogni giorno e un grande onore. Vi auguro un 2026 in cui Genova possa rispondere ai vostri desideri. Vi assicuro che lavoreremo ogni giorno seguendo l’esortazione del Papa che ci ha chiesto di diventare maestri del bene comune.

Buon 2026, insieme.

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Grazie ai tanti operatori di @amiugenova, la nostra azienda per l’igiene urbana, che negli ultimi giorni e nelle ultime notti hanno fatto un grande lavoro per tenere pulita la Genova. Natale, Santo Stefano e il weekend successivo anche questa volta avrebbero potuto creare molti problemi per lo smaltimento. Ma non è successo. E la differenza con le immagini degli anni passati credo sia evidente a tutti. 

Ho chiesto il massimo impegno al direttore Roberto Spera e all’assessora Silvia Pericu perché tutto funzionasse per il meglio. Per la prima volta, sono stati assunti 80 lavoratori stagionali per garantire un servizio efficiente, è stato potenziato il lavoro delle cooperative per la raccolta a terra, è stato attivato un servizio straordinario di recupero dei rifiuti abbandonati. 

C’è stata sicuramente ancora qualche difficoltà puntuale, ma Amiu è intervenuta rapidamente grazie alle segnalazioni arrivate dal territorio. Credo che sia stata tracciata la strada giusta che il nuovo consiglio di amministrazione appena insediato percorrerà al meglio. Inoltre, con la gara avviata nelle scorse settimane per lo smaltimento di altre 70.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati, siamo pronti ad affrontare anche eventuali emergenze. 

Quindi, grazie a tutte le lavoratrici e i lavoratori che si sono resi disponibili a prestare servizio anche per diversi giorni festivi consecutivi. Grazie alla dirigenza che ha coordinato un Piano Natale che si è dimostrato efficace. 

E grazie a voi, genovesi: la collaborazione di tutti è fondamentale per far tornare Genova davvero più pulita, con una raccolta differenziata curata e con l’educazione a non lasciare per strada ingombranti o altri rifiuti.

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Avevo scelto il silenzio sulle indagini che hanno portato all’arresto di Mohammad Hannoun, con l’accusa di finanziamento ad Hamas, perché le inchieste non si commentano e si lascia lavorare la magistratura senza strumentalizzazioni politiche. Ma in queste ore sta circolando un racconto falso, costruito con fotomontaggi e insinuazioni, che ha superato la soglia della tollerabilità.

Non sono mai andata in piazza con altri sindaci ad ascoltare Hannoun il 17 settembre. In quella giornata abbiamo partecipato per pochi minuti a una delle tante iniziative di Music for Peace, senza alcun contatto con Hannoun, né allora né in altre occasioni. Se lui ha parlato, lo ha fatto dopo che io e gli altri sindaci avevamo già lasciato la piazza. Querelerò chi diffonde notizie inventate e chiedo agli altri sindaci di seguirmi.

Secondo la destra non avrei dovuto partecipare a manifestazioni di solidarietà a un popolo massacrato perché c’era anche lui, all’epoca sconosciuto ai più e per di più libero cittadino. Che cosa dovremmo dire, allora, di chi siede nelle aule istituzionali accanto a colleghi indagati anche per corruzione o che ha fatto parte di giunte sciolte anche a seguito di indagini della magistratura?

Noi non siamo così. Se le accuse verranno confermate, sarà un danno enorme: per la popolazione palestinese; per chi, pensando di aiutare persone che morivano e soffrivano sotto le bombe, è stato ingannato a beneficio dei terroristi; per associazioni come Music for Peace, che non hanno nulla a che vedere con l’inchiesta e stanno facendo un lavoro straordinario di aiuto umanitario, con tonnellate di materiali che sono ancora bloccati in Giordania, in attesa di arrivare a destinazione.

Non prenderò mai alcuna distanza da uno straordinario movimento di solidarietà per la popolazione palestinese nato a Genova e del quale sono profondamente orgogliosa.

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Oggi a Reggio Emilia abbiamo ricordato i sette fratelli Cervi, massacrati 82 anni fa dai repubblichini, un atto vile e codardo.

Casa Cervi era aperta a chiunque scappasse dalla guerra e dalla violenza. Non era solo una casa: era un’idea di Paese.
 
Il fascismo ha sempre avuto questa ossessione: non eliminare solo le persone, ma spezzare l’idea che portano. Non ha mai capito che si possono fucilare sette uomini, ma non si può fucilare un’idea.
 
Ecco cos’è l’antifascismo. È la fiducia ostinata nel genere umano e nella sua capacità di seminare, di amare. Oggi non siamo chiamati a imbracciare fucili, ma a non disarmare la coscienza. Perché il fascismo non torna mai uguale. Torna quando smettiamo di riconoscerlo.
 
Mi è stato chiesto se ha ancora senso, dirsi antifascisti. Non solo lo ha, ma è necessario. Non dobbiamo mai stancarci di dirci antifascisti esattamente come non dobbiamo mai stancarci di chiamarci per nome.
 
Antifascismo è il nome dei fratelli Cervi, del popolo italiano, della nostra Costituzione, del sangue versato dai partigiani. È il nome delle tante donne che hanno reso possibile la Resistenza. Come Genoeffa Cocconi, che ha visto morire i suoi figli, non ha potuto seppellirli e non ha retto al ricordo del dolore, all’infamia fascista che dopo i figli ha provato a toglierle anche la casa. 
 
Il fascismo è diventato sinonimo di “male assoluto”. Non bisogna mai abbassare la guardia. L’antifascismo richiede vigilanza. Essere antifascisti oggi significa difendere chi è più fragile, anche quando non ci conviene. Eppure qualcuno fatica ancora a dirsi antifascista. 
 
Molto presto anche il Comune di Genova aderirà formalmente all’Istituto Alcide Cervi. E vorrei che il prossimo 25 aprile anche a Genova organizzassimo una grande pastasciutta antifascista, uniti a quella di Casa Cervi.
 
Perché questi nostri sette fratelli “son morti sui 20 anni per il nostro domani, come vecchi partigiani. Sangue del nostro sangue”. E, allora: “Teniamoci per mano. Di nuovo come un tempo, sopra l’Italia intera”.

@istitutocervi

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Silvia Salis Sindaca di Genova