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Oggi in consiglio comunale abbiamo dato la nostra solidarietà alla comunità iraniana a Genova e a chi, in Iran, sta lottando da anni per la propria libertà.

Nelle ultime settimane le città iraniane hanno fatto qualcosa di incredibilmente coraggioso per chiedere quello che tutti noi abbiamo: la democrazia, la libertà di poter vivere la propria vita, la libertà di poter avere una casa. In Iran le persone non solo vivono un momento di totale repressione dei diritti, ma con un'inflazione talmente alta che neanche chi ha un lavoro può permettersi di avere una casa.

Una situazione sociale esplosiva, aggravata da un regime che ha limitato e compresso qualsiasi tipo di libertà. Una nota particolare va al ruolo delle donne, che negli ultimi decenni hanno subito vessazioni di ogni tipo e che con grande coraggio, soprattutto donne giovanissime, stanno scendendo in piazza rischiando la vita.

Il regime degli ayatollah non ha nessun tipo di freno e lo sta dimostrando anche in queste ore sparando a vista sulla folla con migliaia di morti, con esecuzioni sommarie per le strade. Come accaduto nel 2022 per Mahsa Amini, torniamo a riparlare di una situazione che è completamente fuori controllo.

Genova è una città profondamente legata ai valori della pace, della resistenza, dell'indipendenza e credo che la nostra posizione unitaria in consiglio comunale, della quale ho profondo orgoglio, debba essere contro ogni forma di repressione.

È importante essere a fianco del popolo iraniano, a fianco della comunità iraniana a Genova: una comunità forte, orgogliosa, di persone che sono venute a lavorare e a studiare, che vivono il dramma di non sapere cosa sta succedendo alle persone che amano, alle loro famiglie.

Questa è la nostra mano tesa a chi vuole solo poter parlare, scegliere, poter vivere una vita che nel 2026 credo sia incredibile vedere oppressa e repressa in ogni forma. Questa amministrazione sarà sempre dalla parte della libertà, della democrazia, dalla parte di chi lotta per avere questi valori nella propria vita.

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Oggi in tutti e nove i municipi di Genova abbiamo lanciato una nuova iniziativa che ho fortemente voluto in questi primi mesi di mandato: la Giornata della cura del territorio.

Almeno una volta a stagione, Comune, Municipi, Aster e Amiu intervengono insieme nello stesso giorno in nove aree molto frequentate, una per Municipio. Luoghi indicati dai presidenti municipali grazie a segnalazioni dei cittadini: la cura funziona quando si è pronti ad ascoltare.

Pulizie straordinarie, lavaggi, sanificazioni, riparazioni, verde, arredi: lavori concreti, mirati, per rendere gli spazi pubblici più ordinati, vivibili e sicuri. Non è un’azione “una tantum”: vogliamo che sia un appuntamento periodico e valutiamo di farlo più spesso. Perché una città curata viene anche trattata meglio. Da tutti.

E perché i Municipi devono sentirsi, finalmente, più indipendenti e al centro dell'azione amministrativa: con la stessa attenzione, frequenza e intensità.

Nella giornata odierna, in Centro Est gli interventi hanno riguardato i Giardini Caduti nei Lager Nazisti, in via Bersaglieri d’Italia, con pulizia e sistemazione di aree verdi e arredi. In Centro Ovest si è lavorato in via Cantore e via delle Franzoniane, con lavaggi, sanificazioni e pulizia del verde e degli arredi urbani.

In Bassa Val Bisagno le attività si sono concentrate in piazza Giusti, con interventi di pulizia straordinaria, mentre in Media Val Bisagno, in piazzale Parenzo, si è intervenuti su ringhiere, scalinata, monumenti e aiuole.

In Val Polcevera i lavori hanno interessato piazza Savi e via Pasubio, con manutenzione di attrezzature sportive, panchine e verde. In Medio Ponente, ai Giardini Melis, si è operato su recinzioni, panchine, aiuole e alberature.

Nel Ponente, in piazza Bignami, è stato effettuato un intervento di riordino e pulizia. Nel Medio Levante, in piazza Dunant, i lavori hanno riguardato arredi, aree verdi, nuove piantumazioni e gradini di accesso. Nel Levante, in via del Borgo e ai Giardini Ugo Taravacci, gli interventi si sono concentrati su aree cani, rimozione dei rifiuti e manutenzione delle siepi.

Un lavoro diffuso per migliorare la qualità degli spazi pubblici e la cura dei territori.

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Ieri sera al Winter Park di Genova è successa una cosa stupida, irresponsabile e grave. Qualcuno ha pensato bene di far diffondere dalle casse di un’attrazione la canzone “Faccetta nera”.

Un gesto ancora più grave se pensiamo che quel luogo è frequentato da migliaia di bambini, giovani e famiglie e che al Winter Park arrivano significativi contributi pubblici da parte del Comune. 

Lo dico molto chiaramente: a Genova non c’è e non ci sarà mai spazio per chi ha nostalgie fasciste. E non c’è neanche spazio per chi pensa di utilizzare simboli del fascismo per stupidità oppure per superficialità. Ma non può essere sempre un caso se chiunque faccia azioni stupide, violente o irresponsabili come questa o come entrare in una scuola e disegnare delle svastiche, si richiami a temi o simbologie fasciste. 

Stiamo analizzando tutte le azioni possibili da parte dell’amministrazione pubblica, comprese eventuali sanzioni nei confronti del Winter Park e sappiamo che lo stesso sta facendo la Polizia. Anche gli organizzatori hanno annunciato che prenderanno seri provvedimenti. Ci auguriamo che questa doverosa risposta sia immediata. 

Genova è e resterà sempre una città orgogliosamente antifascista e mi auguro che in queste ore arrivi una condanna chiara e senza ambiguità da parte di tutti i partiti di tutte le coalizioni.

Perché, come cantava Giorgio Gaber, “il saluto vigoroso a pugno chiuso è un antico gesto di sinistra. Quello un po’ degli anni Venti, un po’ romano, è da stronzi, oltre che di destra”.

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Ventisette anni fa ci lasciava Fabrizio De André.

Le sua chitarra, le sue parole ci hanno insegnato a guardare Genova e la vita senza filtri, ad ascoltare chi resta ai margini, a riconoscere dignità anche dove è più difficile vederla. Ha dato voce a un’umanità fragile e ostinata, che è anche l’anima più profonda della nostra città.

Le sue canzoni continuano a parlarci degli ultimi, delle libertà negate e di quelle ancora da conquistare. E continuano a ricordarci chi siamo e chi possiamo essere.

I suoi messaggi continuano interrogarci a metterci di fronte alle tante contraddizioni del nostro presente. 

Con affetto, gratitudine e un po’ di nostalgia, Genova riconoscerà sempre quanto il suo sguardo libero abbia contribuito a rafforzare l’identità culturale della nostra città. 

“Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”

Ciao Faber, ci manchi

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Da Boccadasse al Porto Antico, passando dal cuore della nostra città e dal nostro mare: oggi la Fiamma Olimpica ha raggiunto e percorso Genova.

Un’emozione che ha attraversato tutta la città, senza dimenticare che le grandi manifestazioni lasciano un’eredità positiva sul territorio, con investimenti che portano impianti sportivi destinati a essere usati per decenni.

Ho disputato due Olimpiadi e vedere il simbolo dei Giochi nella città che ho l'onore di amministrare è un sogno, un onore immenso.

Le Olimpiadi sono l’obiettivo più prezioso di chiunque abbia dedicato la propria vita allo sport e credo che tanti giovani, avendo visto oggi questo spettacolo, possano iniziare a sognare. Le Olimpiadi sono un viaggio che ti cambia la vita.

In questo difficile momento storico diventano ancora più fondamentali i valori olimpici di solidarietà e di pace che si uniscono nel concetto di tregua olimpica, che ha attraversato la storia del mondo ed è quantomai attuale in un contesto geopolitico complesso come quello che stiamo vivendo.

Buon viaggio alla Fiamma Olimpica e in bocca al lupo a tutte e tutti gli atleti che disputeranno Milano-Cortina 2026.

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Cosa penso del post sui social del sindaco di Trieste, Dipiazza, che ha rappresentato la Befana con il volto di @ellyesse?

Che a Elly non serve la mia solidarietà, sono sicura che lei rida in faccia a queste provocazioni di bassissimo livello. Quello che serve è chiamare le cose con il loro nome: non è solo una questione di misoginia o di attacchi sessisti, è una questione di inadeguatezza della classe dirigente.

Se ricopri un ruolo pubblico, a maggior ragione sei sindaco di una grande città, non puoi permetterti questo livello. Non è degno di chi rappresenta le istituzioni, a nessun livello, in Italia.

Ieri sera a @inondala7

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Silvia Salis Sindaca di Genova