Oggi in tutti e nove i municipi di Genova abbiamo lanciato una nuova iniziativa che ho fortemente voluto in questi primi mesi di mandato: la Giornata della cura del territorio.
Almeno una volta a stagione, Comune, Municipi, Aster e Amiu intervengono insieme nello stesso giorno in nove aree molto frequentate, una per Municipio. Luoghi indicati dai presidenti municipali grazie a segnalazioni dei cittadini: la cura funziona quando si è pronti ad ascoltare.
Pulizie straordinarie, lavaggi, sanificazioni, riparazioni, verde, arredi: lavori concreti, mirati, per rendere gli spazi pubblici più ordinati, vivibili e sicuri. Non è un’azione “una tantum”: vogliamo che sia un appuntamento periodico e valutiamo di farlo più spesso. Perché una città curata viene anche trattata meglio. Da tutti.
E perché i Municipi devono sentirsi, finalmente, più indipendenti e al centro dell`azione amministrativa: con la stessa attenzione, frequenza e intensità.
Nella giornata odierna, in Centro Est gli interventi hanno riguardato i Giardini Caduti nei Lager Nazisti, in via Bersaglieri d’Italia, con pulizia e sistemazione di aree verdi e arredi. In Centro Ovest si è lavorato in via Cantore e via delle Franzoniane, con lavaggi, sanificazioni e pulizia del verde e degli arredi urbani.
In Bassa Val Bisagno le attività si sono concentrate in piazza Giusti, con interventi di pulizia straordinaria, mentre in Media Val Bisagno, in piazzale Parenzo, si è intervenuti su ringhiere, scalinata, monumenti e aiuole.
In Val Polcevera i lavori hanno interessato piazza Savi e via Pasubio, con manutenzione di attrezzature sportive, panchine e verde. In Medio Ponente, ai Giardini Melis, si è operato su recinzioni, panchine, aiuole e alberature.
Nel Ponente, in piazza Bignami, è stato effettuato un intervento di riordino e pulizia. Nel Medio Levante, in piazza Dunant, i lavori hanno riguardato arredi, aree verdi, nuove piantumazioni e gradini di accesso. Nel Levante, in via del Borgo e ai Giardini Ugo Taravacci, gli interventi si sono concentrati su aree cani, rimozione dei rifiuti e manutenzione delle siepi.
Un lavoro diffuso per migliorare la qualità degli spazi pubblici e la cura dei territori.
silviasalis
Sindaca @comunedigenova 🏴
Commendatore della Repubblica🎖️
Atleta olimpica 🏟️
Il monitoraggio e la messa in sicurezza dei ponti e degli impalcati, secondo la nuova normativa del 2022, è la grande emergenza di Genova. In città ne abbiamo circa 650 e non pochi sono addirittura antecedenti al Ponte Morandi.
Abbiamo iniziato le ispezioni, poi bisogna fare il monitoraggio e successivamente servono le risorse per la messa in sicurezza delle infrastrutture che non rispettano i nuovi standard di sicurezza. Rischiamo di dover chiudere un numero di ponti e impalcati incredibile, di bloccare la circolazione in città, i collegamenti con il porto e i traffici commerciali.
Regione e Autorità portuale si sono rese disponibili a darci le risorse per i monitoraggi, che ammontano a circa 9,5 milioni. Ma ora bisogna trovare i fondi per fare i lavori. Dai primi cento tra ponti e impalcati ispezionati, è emersa la necessità di intervenire su 30 per un importo di circa 120 milioni. Facendo una proiezione su tutti i ponti e impalcati della città, rischiamo di arrivare a una cifra tra i 700 milioni e il miliardo.
Il Comune ha chiesto ad Autostrade per l`Italia di dedicare a questi interventi una parte delle risorse previste nell’accordo per i ristori e non ancora impegnati, per quasi 48 milioni. Ma la Regione non si è detta disponibile a modificare l’accordo, che è sottoscritto anche da Aspi e Autorità portuale, perché vuole che si completino i lavori per la smart city.
Certo, sono importanti anche quelli e proiettano la città nel futuro, ma nel futuro bisogna arrivarci ed è complicato farlo se bisogna chiudere ponti e impalcati uno dietro l’altro. Credo sia più importante la sicurezza della città, che ha già pagato troppo per l’incuria delle infrastrutture e lavori che si sarebbero dovuti fare da anni e anni.
Genova è una città che si aspetta grandi infrastrutture, come il tunnel subportuale, ma così rischiamo di non arrivarci al tunnel subportuale, come rischiamo di non riuscire più a uscire dalle autostrade o di bloccare i traffici del porto.
Questo è inaccettabile sia per la vita delle genovesi e dei genovesi che per l’economia del principale porto d’Italia.
Il monitoraggio e la messa in sicurezza dei ponti e degli impalcati, secondo la nuova normativa del 2022, è la grande emergenza di Genova. In città ne abbiamo circa 650 e non pochi sono addirittura antecedenti al Ponte Morandi.
Abbiamo iniziato le ispezioni, poi bisogna fare il monitoraggio e successivamente servono le risorse per la messa in sicurezza delle infrastrutture che non rispettano i nuovi standard di sicurezza. Rischiamo di dover chiudere un numero di ponti e impalcati incredibile, di bloccare la circolazione in città, i collegamenti con il porto e i traffici commerciali.
Regione e Autorità portuale si sono rese disponibili a darci le risorse per i monitoraggi, che ammontano a circa 9,5 milioni. Ma ora bisogna trovare i fondi per fare i lavori. Dai primi cento tra ponti e impalcati ispezionati, è emersa la necessità di intervenire su 30 per un importo di circa 120 milioni. Facendo una proiezione su tutti i ponti e impalcati della città, rischiamo di arrivare a una cifra tra i 700 milioni e il miliardo.
Il Comune ha chiesto ad Autostrade per l`Italia di dedicare a questi interventi una parte delle risorse previste nell’accordo per i ristori e non ancora impegnati, per quasi 48 milioni. Ma la Regione non si è detta disponibile a modificare l’accordo, che è sottoscritto anche da Aspi e Autorità portuale, perché vuole che si completino i lavori per la smart city.
Certo, sono importanti anche quelli e proiettano la città nel futuro, ma nel futuro bisogna arrivarci ed è complicato farlo se bisogna chiudere ponti e impalcati uno dietro l’altro. Credo sia più importante la sicurezza della città, che ha già pagato troppo per l’incuria delle infrastrutture e lavori che si sarebbero dovuti fare da anni e anni.
Genova è una città che si aspetta grandi infrastrutture, come il tunnel subportuale, ma così rischiamo di non arrivarci al tunnel subportuale, come rischiamo di non riuscire più a uscire dalle autostrade o di bloccare i traffici del porto.
Questo è inaccettabile sia per la vita delle genovesi e dei genovesi che per l’economia del principale porto d’Italia. ...
Stamattina ci siamo svegliati con una notizia preoccupante: la procura ha chiesto il fallimento di Amt. Credo sia necessario mettere un po` di ordine per non rendere ancora più confusa una situazione che è molto delicata.
Il fallimento di Amt, vista la grave situazione debitoria, era stato chiesto da un creditore il 15 ottobre. Il 9 dicembre la procura aveva dato parere favorevole, ma il 24 dicembre la composizione negoziata della crisi che abbiamo proposto al tribunale è stata accolta, mettendo l’azienda al riparo nonostante i 200 milioni e oltre di debito.
In sostanza, grazie alla procedura che abbiamo avviato come Comune di Genova appena ci siamo insediati, l`istanza di fallimento è stata congelata e possiamo procedere con il piano di risanamento per riparare i danni che ha lasciato la giunta di destra.
Nelle prossime settimane, Amt approverà il bilancio del 2024, che chi ci ha preceduto non è stato in grado di consegnare alla città. In questo modo, ci sarà un primo passo verso il ritorno alla normalità.
La situazione di Amt è grave, lo diciamo dai primi giorni della nostra amministrazione anche di fronte all`ironia di una destra che diceva di averci lasciato "un gioiellino". Negli ultimi giorni qualcuno sembra aver cambiato idea, ammettendo l`esistenza del buco di bilancio dopo averlo negato per mesi. Forse sarebbe ora che chiedessero scusa ai genovesi.
La crisi purtroppo è reale, altrimenti non ci sarebbero disservizi e disagi per i cittadini. Ci assumiamo la responsabilità di risolvere questa situazione e chiediamo scusa alle genovesi e ai genovesi per quello che sta accadendo in questi giorni. Dobbiamo però dire una cosa: se Amt è ancora in piedi è grazie soprattutto al Comune di Genova che ha stanziato 22 milioni aggiuntivi negli ultimi sei mesi.
Altrimenti, Amt sarebbe fallita.
È finito il periodo della polvere sotto al tappeto, il tempo è galantuomo e la verità verrà a galla.
Stamattina ci siamo svegliati con una notizia preoccupante: la procura ha chiesto il fallimento di Amt. Credo sia necessario mettere un po` di ordine per non rendere ancora più confusa una situazione che è molto delicata.
Il fallimento di Amt, vista la grave situazione debitoria, era stato chiesto da un creditore il 15 ottobre. Il 9 dicembre la procura aveva dato parere favorevole, ma il 24 dicembre la composizione negoziata della crisi che abbiamo proposto al tribunale è stata accolta, mettendo l’azienda al riparo nonostante i 200 milioni e oltre di debito.
In sostanza, grazie alla procedura che abbiamo avviato come Comune di Genova appena ci siamo insediati, l`istanza di fallimento è stata congelata e possiamo procedere con il piano di risanamento per riparare i danni che ha lasciato la giunta di destra.
Nelle prossime settimane, Amt approverà il bilancio del 2024, che chi ci ha preceduto non è stato in grado di consegnare alla città. In questo modo, ci sarà un primo passo verso il ritorno alla normalità.
La situazione di Amt è grave, lo diciamo dai primi giorni della nostra amministrazione anche di fronte all`ironia di una destra che diceva di averci lasciato "un gioiellino". Negli ultimi giorni qualcuno sembra aver cambiato idea, ammettendo l`esistenza del buco di bilancio dopo averlo negato per mesi. Forse sarebbe ora che chiedessero scusa ai genovesi.
La crisi purtroppo è reale, altrimenti non ci sarebbero disservizi e disagi per i cittadini. Ci assumiamo la responsabilità di risolvere questa situazione e chiediamo scusa alle genovesi e ai genovesi per quello che sta accadendo in questi giorni. Dobbiamo però dire una cosa: se Amt è ancora in piedi è grazie soprattutto al Comune di Genova che ha stanziato 22 milioni aggiuntivi negli ultimi sei mesi.
Altrimenti, Amt sarebbe fallita.
È finito il periodo della polvere sotto al tappeto, il tempo è galantuomo e la verità verrà a galla. ...
Oggi su @larepubblica una mia intervista sull’emergenza e il disagio che attraversano le nuove generazioni, a partire dal tragico episodio successo nei giorni scorsi in una scuola della Spezia.
Dobbiamo smetterla di nasconderci dietro a risposte semplici: non si può banalizzare, cercare lo slogan o il decretino spot per incassare un consenso immediato, come sta facendo il governo. Non è un tema a cui si può rispondere con la propaganda che parla alla pancia.
È fondamentale mettere in campo politiche sociali e culturali che affrontino il fenomeno nella sua complessità. Ma il disagio dei giovani non è solo sociale: si presta pochissima attenzione al sostegno psicologico. Servono progetti a lungo termine per le comunità e l’inclusione. La priorità è investire il più possibile nelle scuole.
Il governo continua a inasprire le pene e creare nuovi reati senza capire che questa non è la soluzione. Trovo grotteschi i post di ministri, deputati e consiglieri di destra che accusano le grandi città essere insicure perché sono amministrate dal centrosinistra. O non sanno che la sicurezza è responsabilità del governo oppure manipolano la realtà per screditare i sindaci.
La sicurezza è il grande insuccesso di questo governo. E pensare che era il loro cavallo di battaglia.
Oggi su @larepubblica una mia intervista sull’emergenza e il disagio che attraversano le nuove generazioni, a partire dal tragico episodio successo nei giorni scorsi in una scuola della Spezia.
Dobbiamo smetterla di nasconderci dietro a risposte semplici: non si può banalizzare, cercare lo slogan o il decretino spot per incassare un consenso immediato, come sta facendo il governo. Non è un tema a cui si può rispondere con la propaganda che parla alla pancia.
È fondamentale mettere in campo politiche sociali e culturali che affrontino il fenomeno nella sua complessità. Ma il disagio dei giovani non è solo sociale: si presta pochissima attenzione al sostegno psicologico. Servono progetti a lungo termine per le comunità e l’inclusione. La priorità è investire il più possibile nelle scuole.
Il governo continua a inasprire le pene e creare nuovi reati senza capire che questa non è la soluzione. Trovo grotteschi i post di ministri, deputati e consiglieri di destra che accusano le grandi città essere insicure perché sono amministrate dal centrosinistra. O non sanno che la sicurezza è responsabilità del governo oppure manipolano la realtà per screditare i sindaci.
La sicurezza è il grande insuccesso di questo governo. E pensare che era il loro cavallo di battaglia. ...
Abbiamo deciso di cambiare passo nella cura del verde pubblico.
Genova è una città complessa, con tante alberature in zone molto frequentate e per questo serve un lavoro continuo, serio, non emergenziale.
Insieme ad @astergenova, ai tecnici comunali e all’assessora al Verde, @fracopp_, abbiamo avviato una task force operativa, con un protocollo condiviso che ci permetta di intervenire dove serve, con priorità chiare.
Parliamo di cifre. All’inizio del 2025 erano stati stanziati quattro milioni di euro per il verde pubblico e nel corso dell’anno era stato aggiunto un milione di euro: noi ora rendiamo strutturale quel milione e ne aggiungiamo un altro, portando a sei milioni i fondi a disposizione del verde pubblico. Così potremo agire più tempestivamente, con competenza e incisività.
Le nuove risorse ci consentono di potenziare il monitoraggio delle piante a rischio, intervenire su quelle pericolose e pianificare una sostituzione intelligente, che guardi in prospettiva ai prossimi dieci o vent’anni, anche in relazione alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Saremo nei quartieri per seguire i lavori sul campo e se il monitoraggio ci dirà che servono altre risorse, le stanzieremo.
Genova ha l’età media più alta d’Europa: la prevenzione, per quanto riguarda il verde, non vuol dire solo sicurezza, ma significa creare zone d’ombra che possono essere spazi sociali a disposizione di tutte e tutti.
Ecco perché investire sul verde con competenza e programmazione vuol dire prendersi cura del benessere, della salute e della qualità della vita in tutti i nostri municipi.
Abbiamo deciso di cambiare passo nella cura del verde pubblico.
Genova è una città complessa, con tante alberature in zone molto frequentate e per questo serve un lavoro continuo, serio, non emergenziale.
Insieme ad @astergenova, ai tecnici comunali e all’assessora al Verde, @fracopp_, abbiamo avviato una task force operativa, con un protocollo condiviso che ci permetta di intervenire dove serve, con priorità chiare.
Parliamo di cifre. All’inizio del 2025 erano stati stanziati quattro milioni di euro per il verde pubblico e nel corso dell’anno era stato aggiunto un milione di euro: noi ora rendiamo strutturale quel milione e ne aggiungiamo un altro, portando a sei milioni i fondi a disposizione del verde pubblico. Così potremo agire più tempestivamente, con competenza e incisività.
Le nuove risorse ci consentono di potenziare il monitoraggio delle piante a rischio, intervenire su quelle pericolose e pianificare una sostituzione intelligente, che guardi in prospettiva ai prossimi dieci o vent’anni, anche in relazione alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Saremo nei quartieri per seguire i lavori sul campo e se il monitoraggio ci dirà che servono altre risorse, le stanzieremo.
Genova ha l’età media più alta d’Europa: la prevenzione, per quanto riguarda il verde, non vuol dire solo sicurezza, ma significa creare zone d’ombra che possono essere spazi sociali a disposizione di tutte e tutti.
Ecco perché investire sul verde con competenza e programmazione vuol dire prendersi cura del benessere, della salute e della qualità della vita in tutti i nostri municipi. ...
Oggi in consiglio comunale abbiamo dato la nostra solidarietà alla comunità iraniana a Genova e a chi, in Iran, sta lottando da anni per la propria libertà.
Nelle ultime settimane le città iraniane hanno fatto qualcosa di incredibilmente coraggioso per chiedere quello che tutti noi abbiamo: la democrazia, la libertà di poter vivere la propria vita, la libertà di poter avere una casa. In Iran le persone non solo vivono un momento di totale repressione dei diritti, ma con un`inflazione talmente alta che neanche chi ha un lavoro può permettersi di avere una casa.
Una situazione sociale esplosiva, aggravata da un regime che ha limitato e compresso qualsiasi tipo di libertà. Una nota particolare va al ruolo delle donne, che negli ultimi decenni hanno subito vessazioni di ogni tipo e che con grande coraggio, soprattutto donne giovanissime, stanno scendendo in piazza rischiando la vita.
Il regime degli ayatollah non ha nessun tipo di freno e lo sta dimostrando anche in queste ore sparando a vista sulla folla con migliaia di morti, con esecuzioni sommarie per le strade. Come accaduto nel 2022 per Mahsa Amini, torniamo a riparlare di una situazione che è completamente fuori controllo.
Genova è una città profondamente legata ai valori della pace, della resistenza, dell`indipendenza e credo che la nostra posizione unitaria in consiglio comunale, della quale ho profondo orgoglio, debba essere contro ogni forma di repressione.
È importante essere a fianco del popolo iraniano, a fianco della comunità iraniana a Genova: una comunità forte, orgogliosa, di persone che sono venute a lavorare e a studiare, che vivono il dramma di non sapere cosa sta succedendo alle persone che amano, alle loro famiglie.
Questa è la nostra mano tesa a chi vuole solo poter parlare, scegliere, poter vivere una vita che nel 2026 credo sia incredibile vedere oppressa e repressa in ogni forma. Questa amministrazione sarà sempre dalla parte della libertà, della democrazia, dalla parte di chi lotta per avere questi valori nella propria vita.
Oggi in consiglio comunale abbiamo dato la nostra solidarietà alla comunità iraniana a Genova e a chi, in Iran, sta lottando da anni per la propria libertà.
Nelle ultime settimane le città iraniane hanno fatto qualcosa di incredibilmente coraggioso per chiedere quello che tutti noi abbiamo: la democrazia, la libertà di poter vivere la propria vita, la libertà di poter avere una casa. In Iran le persone non solo vivono un momento di totale repressione dei diritti, ma con un`inflazione talmente alta che neanche chi ha un lavoro può permettersi di avere una casa.
Una situazione sociale esplosiva, aggravata da un regime che ha limitato e compresso qualsiasi tipo di libertà. Una nota particolare va al ruolo delle donne, che negli ultimi decenni hanno subito vessazioni di ogni tipo e che con grande coraggio, soprattutto donne giovanissime, stanno scendendo in piazza rischiando la vita.
Il regime degli ayatollah non ha nessun tipo di freno e lo sta dimostrando anche in queste ore sparando a vista sulla folla con migliaia di morti, con esecuzioni sommarie per le strade. Come accaduto nel 2022 per Mahsa Amini, torniamo a riparlare di una situazione che è completamente fuori controllo.
Genova è una città profondamente legata ai valori della pace, della resistenza, dell`indipendenza e credo che la nostra posizione unitaria in consiglio comunale, della quale ho profondo orgoglio, debba essere contro ogni forma di repressione.
È importante essere a fianco del popolo iraniano, a fianco della comunità iraniana a Genova: una comunità forte, orgogliosa, di persone che sono venute a lavorare e a studiare, che vivono il dramma di non sapere cosa sta succedendo alle persone che amano, alle loro famiglie.
Questa è la nostra mano tesa a chi vuole solo poter parlare, scegliere, poter vivere una vita che nel 2026 credo sia incredibile vedere oppressa e repressa in ogni forma. Questa amministrazione sarà sempre dalla parte della libertà, della democrazia, dalla parte di chi lotta per avere questi valori nella propria vita. ...
Oggi in tutti e nove i municipi di Genova abbiamo lanciato una nuova iniziativa che ho fortemente voluto in questi primi mesi di mandato: la Giornata della cura del territorio.
Almeno una volta a stagione, Comune, Municipi, Aster e Amiu intervengono insieme nello stesso giorno in nove aree molto frequentate, una per Municipio. Luoghi indicati dai presidenti municipali grazie a segnalazioni dei cittadini: la cura funziona quando si è pronti ad ascoltare.
Pulizie straordinarie, lavaggi, sanificazioni, riparazioni, verde, arredi: lavori concreti, mirati, per rendere gli spazi pubblici più ordinati, vivibili e sicuri. Non è un’azione “una tantum”: vogliamo che sia un appuntamento periodico e valutiamo di farlo più spesso. Perché una città curata viene anche trattata meglio. Da tutti.
E perché i Municipi devono sentirsi, finalmente, più indipendenti e al centro dell`azione amministrativa: con la stessa attenzione, frequenza e intensità.
Nella giornata odierna, in Centro Est gli interventi hanno riguardato i Giardini Caduti nei Lager Nazisti, in via Bersaglieri d’Italia, con pulizia e sistemazione di aree verdi e arredi. In Centro Ovest si è lavorato in via Cantore e via delle Franzoniane, con lavaggi, sanificazioni e pulizia del verde e degli arredi urbani.
In Bassa Val Bisagno le attività si sono concentrate in piazza Giusti, con interventi di pulizia straordinaria, mentre in Media Val Bisagno, in piazzale Parenzo, si è intervenuti su ringhiere, scalinata, monumenti e aiuole.
In Val Polcevera i lavori hanno interessato piazza Savi e via Pasubio, con manutenzione di attrezzature sportive, panchine e verde. In Medio Ponente, ai Giardini Melis, si è operato su recinzioni, panchine, aiuole e alberature.
Nel Ponente, in piazza Bignami, è stato effettuato un intervento di riordino e pulizia. Nel Medio Levante, in piazza Dunant, i lavori hanno riguardato arredi, aree verdi, nuove piantumazioni e gradini di accesso. Nel Levante, in via del Borgo e ai Giardini Ugo Taravacci, gli interventi si sono concentrati su aree cani, rimozione dei rifiuti e manutenzione delle siepi.
Un lavoro diffuso per migliorare la qualità degli spazi pubblici e la cura dei territori.
Oggi in tutti e nove i municipi di Genova abbiamo lanciato una nuova iniziativa che ho fortemente voluto in questi primi mesi di mandato: la Giornata della cura del territorio.
Almeno una volta a stagione, Comune, Municipi, Aster e Amiu intervengono insieme nello stesso giorno in nove aree molto frequentate, una per Municipio. Luoghi indicati dai presidenti municipali grazie a segnalazioni dei cittadini: la cura funziona quando si è pronti ad ascoltare.
Pulizie straordinarie, lavaggi, sanificazioni, riparazioni, verde, arredi: lavori concreti, mirati, per rendere gli spazi pubblici più ordinati, vivibili e sicuri. Non è un’azione “una tantum”: vogliamo che sia un appuntamento periodico e valutiamo di farlo più spesso. Perché una città curata viene anche trattata meglio. Da tutti.
E perché i Municipi devono sentirsi, finalmente, più indipendenti e al centro dell`azione amministrativa: con la stessa attenzione, frequenza e intensità.
Nella giornata odierna, in Centro Est gli interventi hanno riguardato i Giardini Caduti nei Lager Nazisti, in via Bersaglieri d’Italia, con pulizia e sistemazione di aree verdi e arredi. In Centro Ovest si è lavorato in via Cantore e via delle Franzoniane, con lavaggi, sanificazioni e pulizia del verde e degli arredi urbani.
In Bassa Val Bisagno le attività si sono concentrate in piazza Giusti, con interventi di pulizia straordinaria, mentre in Media Val Bisagno, in piazzale Parenzo, si è intervenuti su ringhiere, scalinata, monumenti e aiuole.
In Val Polcevera i lavori hanno interessato piazza Savi e via Pasubio, con manutenzione di attrezzature sportive, panchine e verde. In Medio Ponente, ai Giardini Melis, si è operato su recinzioni, panchine, aiuole e alberature.
Nel Ponente, in piazza Bignami, è stato effettuato un intervento di riordino e pulizia. Nel Medio Levante, in piazza Dunant, i lavori hanno riguardato arredi, aree verdi, nuove piantumazioni e gradini di accesso. Nel Levante, in via del Borgo e ai Giardini Ugo Taravacci, gli interventi si sono concentrati su aree cani, rimozione dei rifiuti e manutenzione delle siepi.
Un lavoro diffuso per migliorare la qualità degli spazi pubblici e la cura dei territori. ...
Ieri sera al Winter Park di Genova è successa una cosa stupida, irresponsabile e grave. Qualcuno ha pensato bene di far diffondere dalle casse di un’attrazione la canzone “Faccetta nera”.
Un gesto ancora più grave se pensiamo che quel luogo è frequentato da migliaia di bambini, giovani e famiglie e che al Winter Park arrivano significativi contributi pubblici da parte del Comune.
Lo dico molto chiaramente: a Genova non c’è e non ci sarà mai spazio per chi ha nostalgie fasciste. E non c’è neanche spazio per chi pensa di utilizzare simboli del fascismo per stupidità oppure per superficialità. Ma non può essere sempre un caso se chiunque faccia azioni stupide, violente o irresponsabili come questa o come entrare in una scuola e disegnare delle svastiche, si richiami a temi o simbologie fasciste.
Stiamo analizzando tutte le azioni possibili da parte dell’amministrazione pubblica, comprese eventuali sanzioni nei confronti del Winter Park e sappiamo che lo stesso sta facendo la Polizia. Anche gli organizzatori hanno annunciato che prenderanno seri provvedimenti. Ci auguriamo che questa doverosa risposta sia immediata.
Genova è e resterà sempre una città orgogliosamente antifascista e mi auguro che in queste ore arrivi una condanna chiara e senza ambiguità da parte di tutti i partiti di tutte le coalizioni.
Perché, come cantava Giorgio Gaber, “il saluto vigoroso a pugno chiuso è un antico gesto di sinistra. Quello un po’ degli anni Venti, un po’ romano, è da stronzi, oltre che di destra”.
Ieri sera al Winter Park di Genova è successa una cosa stupida, irresponsabile e grave. Qualcuno ha pensato bene di far diffondere dalle casse di un’attrazione la canzone “Faccetta nera”.
Un gesto ancora più grave se pensiamo che quel luogo è frequentato da migliaia di bambini, giovani e famiglie e che al Winter Park arrivano significativi contributi pubblici da parte del Comune.
Lo dico molto chiaramente: a Genova non c’è e non ci sarà mai spazio per chi ha nostalgie fasciste. E non c’è neanche spazio per chi pensa di utilizzare simboli del fascismo per stupidità oppure per superficialità. Ma non può essere sempre un caso se chiunque faccia azioni stupide, violente o irresponsabili come questa o come entrare in una scuola e disegnare delle svastiche, si richiami a temi o simbologie fasciste.
Stiamo analizzando tutte le azioni possibili da parte dell’amministrazione pubblica, comprese eventuali sanzioni nei confronti del Winter Park e sappiamo che lo stesso sta facendo la Polizia. Anche gli organizzatori hanno annunciato che prenderanno seri provvedimenti. Ci auguriamo che questa doverosa risposta sia immediata.
Genova è e resterà sempre una città orgogliosamente antifascista e mi auguro che in queste ore arrivi una condanna chiara e senza ambiguità da parte di tutti i partiti di tutte le coalizioni.
Perché, come cantava Giorgio Gaber, “il saluto vigoroso a pugno chiuso è un antico gesto di sinistra. Quello un po’ degli anni Venti, un po’ romano, è da stronzi, oltre che di destra”. ...
Ventisette anni fa ci lasciava Fabrizio De André.
Le sua chitarra, le sue parole ci hanno insegnato a guardare Genova e la vita senza filtri, ad ascoltare chi resta ai margini, a riconoscere dignità anche dove è più difficile vederla. Ha dato voce a un’umanità fragile e ostinata, che è anche l’anima più profonda della nostra città.
Le sue canzoni continuano a parlarci degli ultimi, delle libertà negate e di quelle ancora da conquistare. E continuano a ricordarci chi siamo e chi possiamo essere.
I suoi messaggi continuano interrogarci a metterci di fronte alle tante contraddizioni del nostro presente.
Con affetto, gratitudine e un po’ di nostalgia, Genova riconoscerà sempre quanto il suo sguardo libero abbia contribuito a rafforzare l’identità culturale della nostra città.
“Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”
Ciao Faber, ci manchi
Ventisette anni fa ci lasciava Fabrizio De André.
Le sua chitarra, le sue parole ci hanno insegnato a guardare Genova e la vita senza filtri, ad ascoltare chi resta ai margini, a riconoscere dignità anche dove è più difficile vederla. Ha dato voce a un’umanità fragile e ostinata, che è anche l’anima più profonda della nostra città.
Le sue canzoni continuano a parlarci degli ultimi, delle libertà negate e di quelle ancora da conquistare. E continuano a ricordarci chi siamo e chi possiamo essere.
I suoi messaggi continuano interrogarci a metterci di fronte alle tante contraddizioni del nostro presente.
Con affetto, gratitudine e un po’ di nostalgia, Genova riconoscerà sempre quanto il suo sguardo libero abbia contribuito a rafforzare l’identità culturale della nostra città.
“Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”
Ciao Faber, ci manchi ...