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Il 25 aprile è il giorno in cui l'Italia ha ritrovato la libertà, dopo gli anni più bui della dittatura e della guerra, chiudendo una pagina schifosa del nostro passato.

Per Genova, per noi, la Festa della Liberazione ha un valore ancora più profondo: la nostra città è medaglia d'oro al Valor Militare per la Resistenza, è stata la prima a liberarsi da sola dai nazifascisti e l'unica in Europa in cui le truppe tedesche si sono arrese ai partigiani.

È una storia di coraggio, di dignità, di donne e uomini che hanno sacrificato la loro vita scegliendo da che parte stare e hanno restituito la libertà al nostro Paese.

Ecco perché chiedo a tutte e tutti i genovesi una grande partecipazione ai momenti istituzionali, a partire dal grande corteo del 25 aprile mattina che si concluderà in piazza Matteotti con l'orazione di Benedetta Tobagi.

Ma quest'anno vogliamo fare di più. Grazie a tante realtà che animano la vita culturale della nostra città, nasce "EraOra", il Festival della Liberazione. Un programma diffuso di eventi per coinvolgere luoghi, linguaggi e generazioni diverse: talk, musica, spettacoli e sport perché davvero tutta la città possa festeggiare la Liberazione e portare avanti i valori della Resistenza. Ci saranno anche tanti ospiti, tra cui, solo per citarne qualcuno, Adelmo Cervi, Ascanio Celestini e Luca Misculin.

Trovate tutti gli appuntamenti, dal 23 al 25 aprile con qualche anticipazione anche il 21 e il 22, sul sito visitgenoa.

Ricordare la Liberazione significa custodire i valori su cui si fondano la nostra democrazia e la nostra Costituzione. Significa far vivere ogni giorno quella libertà che Genova ha saputo riconquistare grazie a donne e uomini che non dobbiamo mai dimenticare.

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La sicurezza stradale è un tema a cui questa giunta tiene molto, ed è per questo che insieme all’assessore @emilio.robotti ci stiamo lavorando con particolare cura.

Gli incidenti a Genova stanno diminuendo, ma il numero resta ancora troppo alto. Per questo abbiamo messo a punto una serie di Zone 30 in tutti i Municipi, soprattutto nelle aree più sensibili, come quelle vicine a scuole e ospedali, dove serve ancora più attenzione.

Sono stata a Sampierdarena per seguire i lavori della nuova Zona 30 tra Villa Scassi e via Cantore. Stiamo realizzando segnaletica verticale e orizzontale, insieme ad attraversamenti ad alta visibilità, perché sia subito chiaro a chi guida di trovarsi in un’area dove la velocità deve essere ridotta.

L’obiettivo non è soltanto mettere cartelli o tracciare linee sull’asfalto, ma costruire un’idea diversa di Genova: una città in cui tutti possano sentirsi più sicuri, dai bambini agli anziani, dalle persone con ridotta mobilità a chi ogni giorno vive e attraversa questi quartieri.

Le Zone 30 servono esattamente a questo: abbassare la velocità significa ridurre i rischi, aumentare la sicurezza reale e anche quella percepita.

È un lavoro in cui crediamo e che continueremo a portare avanti, a partire dalla delibera di giunta sulle Zone 30 che approveremo la prossima settimana. Vogliamo una Genova più sicura, più protetta e con quartieri più a misura di cittadino.

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Ciao papà, oggi avresti compiuto 76 anni. 
Sei sempre con noi. Ti vogliamo bene.

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Il tema della sicurezza nelle grandi città va affrontato con un'ottica tecnica, sgombrando il campo da populismo e propaganda. Noi sindaci non ce lo possiamo permettere perché dobbiamo dare risposte ai cittadini e ai territori tutti i giorni, dobbiamo andare al sodo, indipendentemente da chi è il nostro interlocutore governativo.

I Comuni stanno facendo di tutto per mettere in campo tutte le risorse che hanno e anche di più. Ma sono in difficoltà di fronte a un Governo che usa la sicurezza solo come chiave di contrapposizione politica. 

Quello che noi sindaci chiediamo al Governo non è evitare di assumerci responsabilità, ma strumenti per assumercele bene e per aiutare a trovare una strategia comune, interforze, che è quella di cui abbiamo bisogno.

17 milioni di cittadini italiani vivono nelle città metropolitane, un cittadino italiano su tre, e senza una strategia di sicurezza integrata tra il Governo e le città metropolitane le cose non potranno mai migliorare. Anzi.

Servono meno slogan, meno casacca politica e più volontà di cooperare, perché credo che il successo della sicurezza, reale e percepita, delle grandi città, anche se guidate dal centrosinistra, sia un successo che possa portare bene al governo.

Invece, scaricare la responsabilità della sicurezza sui sindaci è qualcosa che non sta portando bene a questo Governo e che, soprattutto, non porta bene al Paese.

Oggi a Palazzo Ducale, con il Prefetto Gabrielli, i sindaci @sarafunaro, @matteoleporebo e @leccese.vito, rispettivamente di Firenze, Bologna e Bari e i comandanti delle Polizie locali, ci siamo confrontati sul tema della sicurezza nelle città metropolitane.

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Abbiamo un sogno. Riportare le OIimpiadi estive in Italia, dopo Roma 1960. Un sogno che unisce Genova, Torino e Milano con le loro regioni: Liguria, Piemonte e Lombardia. Tre sindaci e tre presidenti di Regione che lavorano insieme per una grande ambizione, al di sopra di ogni colore politico.

Una candidatura unitaria per i Giochi Olimpici e Paralimpici del Nord Ovest, nel 2036 o nel 2040, per cui abbiamo iniziato a costruire un percorso.

Genova, Torino, Milano. Da triangolo industriale a triangolo sportivo: insieme si può fare, possiamo costruire una candidatura competitiva e condivisa, seguendo il nuovo modello olimpico che punta sui Giochi diffusi, che funzionano, come hanno dimostrato le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.

La base c’è, l’esperienza pure, e l’integrazione tra tre città e regioni fortemente interconnesse tra loro ci consentono di pensare a un progetto orientato alla sostenibilità ambientale ed economica, valorizzando le vocazioni di ciascun territorio. 

L’obiettivo è sfruttare infrastrutture e impianti già esistenti, limitando al minimo nuove costruzioni e puntando sul riuso di strutture sportive, universitarie e fieristiche già presenti. Un modello olimpico diffuso che riduca l’impatto ambientale, ottimizzi le risorse pubbliche e generi benefici concreti e duraturi per le comunità locali.

Vogliamo costruire una proposta credibile, sostenibile e innovativa che metta al centro i giovani e il futuro delle nostre città e delle nostre regioni. Abbiamo lanciato l'idea, ora per farla volare lontano abbiamo bisogno del sostengo di tutte e tutti, della cittadinanza, delle imprese, del mondo dello sport, del CONI, del governo. 

Lavoriamo insieme e proviamoci. Genova e tutto il Nord-Ovest hanno le caratteristiche, la forza e la visione per farcela.

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Silvia Salis Sindaca di Genova