Oggi una domenica di sport e di comunità.
Stamattina ai Giardini di Quinto abbiamo inaugurato due nuovi campi da volley e da basket gratuiti, aperti a tutte e tutti, a pochi passi dal mare. Un intervento semplice, ma concreto: restituire uno spazio pubblico riqualificato, accessibile, pensato soprattutto per i più giovani e per chi vuole vivere il quartiere anche attraverso lo sport.
Si tratta di campi leggeri, completamente removibili, progettati per integrarsi nel contesto senza alterarlo: non interferiscono con le visuali verso il mare, mantengono i percorsi pedonali.
Questo risultato nasce da una collaborazione tra pubblico e privato, grazie al contributo del Chiosco da Nico, e anche dal lavoro costante di realtà come @genovacheosaufficiale che in questi anni hanno continuato a tenere alta l’attenzione su questo spazio e sul bisogno di luoghi gratuiti, accessibili, capaci di generare relazioni. Non solo, l’area è stata illuminata per permettere di vivere questi campi anche la sera.
Nel pomeriggio, Genova è stata il traguardo del Giro dell’Appennino, una corsa storica che unisce sport, territorio e passione, portando in città atleti, pubblico e una grande energia collettiva.
Complimenti a Ludovico Crescioli, primo classificato, a Thomas Pesenti, secondo al traguardo, e a Domenico Pozzovivo, piazzatosi terzo: tre risultati importanti in una giornata che ha confermato ancora una volta il legame tra Genova e il grande ciclismo.
Dai campetti di quartiere al Giro dell’Appennino, il senso è lo stesso: lo sport come occasione di incontro, crescita e appartenenza.
Perché una città più giusta è una città che investe nello sport per tutte e tutti, ogni giorno.
silviasalis
Sindaca @comunedigenova 🏴
Commendatore della Repubblica🎖️
Atleta olimpica 🏟️
Qualche giorno fa dagli studi di Che Tempo Che Fa ho lanciato un appello: questo è il momento per investire a Genova.
Fra qualche anno si completeranno opere strategiche e servizi che faciliteranno la mobilità di persone e merci. Genova è una città in grande fermento, stiamo facendo un grande lavoro con Cassa Depositi e Prestiti per farla diventare una città sempre più universitaria.
Questo è il momento per investire e prendere i posti migliori, perché Genova nei prossimi anni avrà uno sviluppo incredibile.
Sono fiera e orgogliosa di amministrare in questo momento, e il messaggio che do a tutte e tutti è: venite a visitare Genova, venite a vivere a Genova, investite e restate qui.
Qualche giorno fa dagli studi di Che Tempo Che Fa ho lanciato un appello: questo è il momento per investire a Genova.
Fra qualche anno si completeranno opere strategiche e servizi che faciliteranno la mobilità di persone e merci. Genova è una città in grande fermento, stiamo facendo un grande lavoro con Cassa Depositi e Prestiti per farla diventare una città sempre più universitaria.
Questo è il momento per investire e prendere i posti migliori, perché Genova nei prossimi anni avrà uno sviluppo incredibile.
Sono fiera e orgogliosa di amministrare in questo momento, e il messaggio che do a tutte e tutti è: venite a visitare Genova, venite a vivere a Genova, investite e restate qui. ...
La libertà non nasce mai da un gesto individuale, ma una responsabilità condivisa. Ecco perché quest’anno Genova ha voluto onorare il 25 aprile e la Festa della Liberazione con il nuovo festival EraOra.
Dopo il corteo istituzionale, a Genova le celebrazioni del 25 aprile sono proseguite nelle piazze, nelle strade, tra le persone con il Festival EraOra. Dal 23 aprile, piazzette, chiostri e spazi urbani del centro storico hanno fatto sì che ancora oggi la Liberazione possa essere vissuta come un’esperienza condivisa, vissuta da migliaia di persone, soprattutto giovani, che hanno scelto di esserci.
Concerti, street art, incontri, momenti culturali, ospiti di rilievo: un programma ricco e diffuso che ha permesso di tenere insieme memoria e contemporaneità, radici e futuro.
Perché il 25 aprile non è solo una ricorrenza. È una scelta. È partecipazione. È comunità. È il modo in cui rinnoviamo sempre la nostra scelta e ribadiamo da che parte stare.
Un grazie sincero alla Rete d’impresa @contattogenova e a tutte e tutti gli organizzatori, alle realtà che hanno costruito questo percorso, agli artisti, alle associazioni e a chi ha lavorato per rendere possibile tutto questo. E grazie a chi ha partecipato, riempiendo la città di presenza, energia e significato.
Genova ha dimostrato, ancora una volta, di essere una città viva. Il futuro si costruisce partendo da qui: spazi aperti, inclusivi e liberi, per tutte e tutti, per una comunità che vuole esserci.
Che bella Genova liberata e resistente: EraOra!
La libertà non nasce mai da un gesto individuale, ma una responsabilità condivisa. Ecco perché quest’anno Genova ha voluto onorare il 25 aprile e la Festa della Liberazione con il nuovo festival EraOra.
Dopo il corteo istituzionale, a Genova le celebrazioni del 25 aprile sono proseguite nelle piazze, nelle strade, tra le persone con il Festival EraOra. Dal 23 aprile, piazzette, chiostri e spazi urbani del centro storico hanno fatto sì che ancora oggi la Liberazione possa essere vissuta come un’esperienza condivisa, vissuta da migliaia di persone, soprattutto giovani, che hanno scelto di esserci.
Concerti, street art, incontri, momenti culturali, ospiti di rilievo: un programma ricco e diffuso che ha permesso di tenere insieme memoria e contemporaneità, radici e futuro.
Perché il 25 aprile non è solo una ricorrenza. È una scelta. È partecipazione. È comunità. È il modo in cui rinnoviamo sempre la nostra scelta e ribadiamo da che parte stare.
Un grazie sincero alla Rete d’impresa @contattogenova e a tutte e tutti gli organizzatori, alle realtà che hanno costruito questo percorso, agli artisti, alle associazioni e a chi ha lavorato per rendere possibile tutto questo. E grazie a chi ha partecipato, riempiendo la città di presenza, energia e significato.
Genova ha dimostrato, ancora una volta, di essere una città viva. Il futuro si costruisce partendo da qui: spazi aperti, inclusivi e liberi, per tutte e tutti, per una comunità che vuole esserci.
Che bella Genova liberata e resistente: EraOra! ...
Diritti civili, lavoro e sviluppo economico non sono in contrasto tra loro, anzi devono andare di pari passo.
Tra i miei primi provvedimenti da sindaca ho riconosciuto 11 figli di famiglie omogenitoriali concepiti all`estero con procreazione medicalmente assistita. L`ho fatto perché le istituzioni devono essere laiche, indipendentemente dall`approccio personale.
Allo stesso tempo sono scesa in piazza per il diritto al lavoro, al fianco degli operai dell`ex ILVA e dell`Ansaldo: lo sviluppo economico e industriale della nostra città è fondamentale per il futuro di Genova e un sindaco non può non stare al fianco di chi lavora e di chi dà lavoro in una città.
Per questo recentemente abbiamo deliberato l`apertura della Scuola delle professioni del mare che servirà a colmare il mismatch tra domanda e offerta nel nostro porto e a dare lavoro di qualità, ben retribuito e sicuro. Mancano operai specializzati in lavoro manuale, tappezzieri, saldatori, falegnami, tutte quelle professionalità che servono alla nautica e al navale: questa scuola formerà nelle materie che mancano, richieste all`interno del porto.
Queste sono cose pratiche: si possono fare e contemporaneamente si può anche pensare che esistono dei bambini che hanno dei diritti.
Un estratto della mia intervista ieri sera a Che Tempo Che Fa
Diritti civili, lavoro e sviluppo economico non sono in contrasto tra loro, anzi devono andare di pari passo.
Tra i miei primi provvedimenti da sindaca ho riconosciuto 11 figli di famiglie omogenitoriali concepiti all`estero con procreazione medicalmente assistita. L`ho fatto perché le istituzioni devono essere laiche, indipendentemente dall`approccio personale.
Allo stesso tempo sono scesa in piazza per il diritto al lavoro, al fianco degli operai dell`ex ILVA e dell`Ansaldo: lo sviluppo economico e industriale della nostra città è fondamentale per il futuro di Genova e un sindaco non può non stare al fianco di chi lavora e di chi dà lavoro in una città.
Per questo recentemente abbiamo deliberato l`apertura della Scuola delle professioni del mare che servirà a colmare il mismatch tra domanda e offerta nel nostro porto e a dare lavoro di qualità, ben retribuito e sicuro. Mancano operai specializzati in lavoro manuale, tappezzieri, saldatori, falegnami, tutte quelle professionalità che servono alla nautica e al navale: questa scuola formerà nelle materie che mancano, richieste all`interno del porto.
Queste sono cose pratiche: si possono fare e contemporaneamente si può anche pensare che esistono dei bambini che hanno dei diritti.
Un estratto della mia intervista ieri sera a Che Tempo Che Fa ...
Oggi una domenica di sport e di comunità.
Stamattina ai Giardini di Quinto abbiamo inaugurato due nuovi campi da volley e da basket gratuiti, aperti a tutte e tutti, a pochi passi dal mare. Un intervento semplice, ma concreto: restituire uno spazio pubblico riqualificato, accessibile, pensato soprattutto per i più giovani e per chi vuole vivere il quartiere anche attraverso lo sport.
Si tratta di campi leggeri, completamente removibili, progettati per integrarsi nel contesto senza alterarlo: non interferiscono con le visuali verso il mare, mantengono i percorsi pedonali.
Questo risultato nasce da una collaborazione tra pubblico e privato, grazie al contributo del Chiosco da Nico, e anche dal lavoro costante di realtà come @genovacheosaufficiale che in questi anni hanno continuato a tenere alta l’attenzione su questo spazio e sul bisogno di luoghi gratuiti, accessibili, capaci di generare relazioni. Non solo, l’area è stata illuminata per permettere di vivere questi campi anche la sera.
Nel pomeriggio, Genova è stata il traguardo del Giro dell’Appennino, una corsa storica che unisce sport, territorio e passione, portando in città atleti, pubblico e una grande energia collettiva.
Complimenti a Ludovico Crescioli, primo classificato, a Thomas Pesenti, secondo al traguardo, e a Domenico Pozzovivo, piazzatosi terzo: tre risultati importanti in una giornata che ha confermato ancora una volta il legame tra Genova e il grande ciclismo.
Dai campetti di quartiere al Giro dell’Appennino, il senso è lo stesso: lo sport come occasione di incontro, crescita e appartenenza.
Perché una città più giusta è una città che investe nello sport per tutte e tutti, ogni giorno.
Oggi una domenica di sport e di comunità.
Stamattina ai Giardini di Quinto abbiamo inaugurato due nuovi campi da volley e da basket gratuiti, aperti a tutte e tutti, a pochi passi dal mare. Un intervento semplice, ma concreto: restituire uno spazio pubblico riqualificato, accessibile, pensato soprattutto per i più giovani e per chi vuole vivere il quartiere anche attraverso lo sport.
Si tratta di campi leggeri, completamente removibili, progettati per integrarsi nel contesto senza alterarlo: non interferiscono con le visuali verso il mare, mantengono i percorsi pedonali.
Questo risultato nasce da una collaborazione tra pubblico e privato, grazie al contributo del Chiosco da Nico, e anche dal lavoro costante di realtà come @genovacheosaufficiale che in questi anni hanno continuato a tenere alta l’attenzione su questo spazio e sul bisogno di luoghi gratuiti, accessibili, capaci di generare relazioni. Non solo, l’area è stata illuminata per permettere di vivere questi campi anche la sera.
Nel pomeriggio, Genova è stata il traguardo del Giro dell’Appennino, una corsa storica che unisce sport, territorio e passione, portando in città atleti, pubblico e una grande energia collettiva.
Complimenti a Ludovico Crescioli, primo classificato, a Thomas Pesenti, secondo al traguardo, e a Domenico Pozzovivo, piazzatosi terzo: tre risultati importanti in una giornata che ha confermato ancora una volta il legame tra Genova e il grande ciclismo.
Dai campetti di quartiere al Giro dell’Appennino, il senso è lo stesso: lo sport come occasione di incontro, crescita e appartenenza.
Perché una città più giusta è una città che investe nello sport per tutte e tutti, ogni giorno. ...
"Bella ciao" me la cantava mio papà da bambina. Che emozione cantarla ieri insieme a migliaia di genovesi tra le strade e le piazze della nostra città.
Viva la Resistenza, viva il 25 aprile!
"Bella ciao" me la cantava mio papà da bambina. Che emozione cantarla ieri insieme a migliaia di genovesi tra le strade e le piazze della nostra città.
Viva la Resistenza, viva il 25 aprile! ...
Per tutti, ma non di tutti.
Viva il 25 aprile!
Per tutti, ma non di tutti.
Viva il 25 aprile! ...
Una piazza stracolma, un corteo emozionante. Essere la sindaca di Genova è un privilegio ogni giorno, ma oggi lo è un po’ di più. Genova si è liberata da sola, una conquista per cui, nel momento più buio della storia, questa città ha saputo lottare insieme. E quando una città decide di salvarsi da sola, cambia per sempre la sua coscienza.
Grazie a Benedetta Tobagi per la sua testimonianza, per averci raccontato come la Resistenza non sia stata soltanto frutto del coraggio di migliaia di uomini ma anche di migliaia di donne. Un coraggio che non è nato dall’attesa, dall’abitudine, dalla rassegnazione, ma dalla voglia di metterci la faccia, a tutti i costi.
È per onorare tutto questo che non possiamo, non dobbiamo avere paura di dire che il 25 aprile è la Festa della Liberazione sì per tutti, ma non di tutti. Non può essere la festa di chi scelse la parte sbagliata della storia e ancora oggi fatica a decidere da che parte stare. Non può essere la festa di chi ancora oggi usa la forza per schiacciare i popoli indifesi o di chi sostiene chi lo fa. Non può essere la festa di chi fa del sopruso e della sopraffazione del più debole il suo stile di vita. Non può essere la festa di chi stupra, picchia e insulta le donne.
Prima dicevano che parlare di antifascismo, celebrare ed esaltare la Resistenza era divisivo, ora addirittura ci dicono che è anacronistico. Sarà un caso che queste considerazioni arrivino sempre da quella parte politica che vuole mettere sullo stesso piano chi è morto per conquistare la libertà e chi ha ucciso per reprimerla.
L’antifascismo, la Liberazione non sono anacronistici. Sono un patrimonio per cui vale la pena lottare ogni giorno. Perché non basta dire che la Festa della Liberazione è tutti i giorni e non solo il 25 aprile. Bisogna avere il coraggio di essere partigiani ogni giorno. Di scegliere sempre da che parte stare. E Genova lo sa fare.
Viva Genova antifascista, viva la Resistenza, viva il 25 aprile!
Una piazza stracolma, un corteo emozionante. Essere la sindaca di Genova è un privilegio ogni giorno, ma oggi lo è un po’ di più. Genova si è liberata da sola, una conquista per cui, nel momento più buio della storia, questa città ha saputo lottare insieme. E quando una città decide di salvarsi da sola, cambia per sempre la sua coscienza.
Grazie a Benedetta Tobagi per la sua testimonianza, per averci raccontato come la Resistenza non sia stata soltanto frutto del coraggio di migliaia di uomini ma anche di migliaia di donne. Un coraggio che non è nato dall’attesa, dall’abitudine, dalla rassegnazione, ma dalla voglia di metterci la faccia, a tutti i costi.
È per onorare tutto questo che non possiamo, non dobbiamo avere paura di dire che il 25 aprile è la Festa della Liberazione sì per tutti, ma non di tutti. Non può essere la festa di chi scelse la parte sbagliata della storia e ancora oggi fatica a decidere da che parte stare. Non può essere la festa di chi ancora oggi usa la forza per schiacciare i popoli indifesi o di chi sostiene chi lo fa. Non può essere la festa di chi fa del sopruso e della sopraffazione del più debole il suo stile di vita. Non può essere la festa di chi stupra, picchia e insulta le donne.
Prima dicevano che parlare di antifascismo, celebrare ed esaltare la Resistenza era divisivo, ora addirittura ci dicono che è anacronistico. Sarà un caso che queste considerazioni arrivino sempre da quella parte politica che vuole mettere sullo stesso piano chi è morto per conquistare la libertà e chi ha ucciso per reprimerla.
L’antifascismo, la Liberazione non sono anacronistici. Sono un patrimonio per cui vale la pena lottare ogni giorno. Perché non basta dire che la Festa della Liberazione è tutti i giorni e non solo il 25 aprile. Bisogna avere il coraggio di essere partigiani ogni giorno. Di scegliere sempre da che parte stare. E Genova lo sa fare.
Viva Genova antifascista, viva la Resistenza, viva il 25 aprile! ...
Con grande orgoglio, oggi ho consegnato il Grifo al direttore di nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia @albertodiaspro.
Nel Giorno della Bandiera, e nei giorni in cui ricordiamo l’anniversario della Liberazione, premiamo un nostro concittadino che ha reso Genova orgogliosa in Italia e nel mondo.
Alberto Diaspro ha una qualità rara, che appartiene ai grandi: sa condividere il sapere, sa rendere accessibile ciò che è complesso. È uno scienziato che ha raggiunto risultati di rilievo internazionale, ma è anche una figura che ha contribuito a fare della scienza un patrimonio pubblico e a rafforzare il nome di Genova come città di ricerca, cultura e innovazione.
Nel suo libro “Quello che gli occhi non vedono” ci ricorda che la ricerca è alla base dell’evoluzione, della dignità e della civiltà di questo Paese.
Un Paese che non dovrebbe spingere i grandi cervelli a scegliere tra un lavoro fisso e un lavoro di ricerca che spesso non dà la possibilità di progettare un futuro.
Perché investire nella ricerca significa investire nell’unico strumento in nostro possesso per predire il futuro.
Con grande orgoglio, oggi ho consegnato il Grifo al direttore di nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia @albertodiaspro.
Nel Giorno della Bandiera, e nei giorni in cui ricordiamo l’anniversario della Liberazione, premiamo un nostro concittadino che ha reso Genova orgogliosa in Italia e nel mondo.
Alberto Diaspro ha una qualità rara, che appartiene ai grandi: sa condividere il sapere, sa rendere accessibile ciò che è complesso. È uno scienziato che ha raggiunto risultati di rilievo internazionale, ma è anche una figura che ha contribuito a fare della scienza un patrimonio pubblico e a rafforzare il nome di Genova come città di ricerca, cultura e innovazione.
Nel suo libro “Quello che gli occhi non vedono” ci ricorda che la ricerca è alla base dell’evoluzione, della dignità e della civiltà di questo Paese.
Un Paese che non dovrebbe spingere i grandi cervelli a scegliere tra un lavoro fisso e un lavoro di ricerca che spesso non dà la possibilità di progettare un futuro.
Perché investire nella ricerca significa investire nell’unico strumento in nostro possesso per predire il futuro. ...